Lo sport tra salute e benessere: intervista al Dottore Idone

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Praticare attività fisica garantisce notevoli vantaggi a livello psicofisico. Lo sport, infatti, non solo riduce lo sviluppo di disturbi e patologie, ma contribuisce a migliorare le capacità e le abilità cognitive di chi svolge regolare attività fisica. Sul tema dello sport e della salute è intervenuto il Dottore Idone, specialista angiologo e ambulatoriale: “Oltre alla preparazione atletica è importante seguire alcuni accorgimenti come ad esempio mantenere un’alimentazione adeguata e bilanciata, evitare il fumo e l’abuso di bevande alcoliche ed altre sostanze. Nel caso del calcio, i calciatori e gli arbitri prima di una partita dovrebbero evitare pasti ricchi di grassi perché si potrebbe ripercuotere in negativo sulla loro performance.

Lo sport rappresenta, inoltre, un’ottima risorsa di apprendimento e di crescita soprattutto per i più piccoli. Praticare attività fisica in tenera età permette di abituare e di predisporre il bambino al movimento e a migliorare, attraverso l’esperienza, i rapporti sociali e la conoscenza delle proprie capacità: “L’attività sportiva è molto importante da piccoli, perché modella ciò che sarà la persona in futuro ed è anche importante a livello psichico. Ad esempio, gli sport di squadra aiutano i bambini nelle interazioni sociali, mentre gli sport individualistici contribuiscono a migliorare la fiducia in sé stessi.

Per chi, invece, volesse avvicinarsi allo sport in età più avanzata è bene ricordare, come sottolinea il Dott. Idone, quanto sia necessario sottoporsi a degli esami specifici tra cui l’ECG sotto sforzo. A questo andrebbero abbinati esami del sangue ben approfonditi che se nella norma possono permettere di svolgere un’attività fisica agonistica con moderazione. Gli sportivi, d’altronde, sono generalmente soggetti a infortuni di varia entità e, tra gli sport, il calcio è quello in cui il rischio di farsi male aumenta a causa della sua importante impronta agonistica. Per prevenire al meglio infortuni muscolari, gli atleti dovrebbero seguire alcuni accorgimenti: “Sempre nel caso del calcio, sia gli arbitri che i calciatori, devono eseguire un buon riscaldamento che aiuta ad evitare l’insorgenza di strappi, contusioni e stiramenti. Certamente, anche chi si riscalda adeguatamente può andare incontro a traumi distorsivi, ma la probabilità di incorrere in problematiche simili è ridotta.”

Avendo svolto la professione di arbitro per molti anni, il Dott. Idone ha potuto constatare sulla sua pelle quanto lo sport abbia un’influenza positiva sulla vita personale e professionale di ciascun atleta: “Ho iniziato a fare l’arbitro appena finito il liceo, prima giocavo a calcio ma con lo studio non riuscivo a conciliare gli allenamenti rigidi dei calciatori. Aver svolto questa professione mi ha aiutato anche nella mia professione di medico perché, ad esempio, è capitato che ci fossero dei casi di urgenza medica in cui era necessario prendere una decisione giusta e in poco tempo. All’inizio della mia professione, pur avendo poca esperienza, affrontavo tali situazioni con la stessa sicurezza e freddezza di quando arbitravo. Lo sport ti cambia e ti rafforza in tutti i campi lavorativi. Hai coscienza delle tue capacità e un approccio tranquillo e rilassato aiuta a ridurre la possibilità di commettere errori.

A proposito degli arbitri, quello che spesso viene trascurato è che anche loro sono degli atleti e in quanto tali, spiega il Dott. Idone, devono essere sottoposti a test specifici per l’idoneità fisica, oltre che a seguire allenamenti e accortezze alimentari al pari dei calciatori: “L’arbitro deve fare scatti veloci e allo stesso tempo deve mantenere la giusta lucidità mentale. È importante perché altrimenti si va a compromettere la valutazione di un fallo e la percezione del gioco. Inoltre, è necessario avere una forte personalità che si acquisisce con l’esperienza e poi c’è la credibilità che ti aiuta ad evitare di subire molte critiche.”

 Oltre alla tenuta fisica, è fondamentale anche l’aspetto psicologico di chi pratica sport, soprattutto nel caso di calciatori e arbitri che sono spesso sottoposti a molta pressione all’interno del rettangolo di gioco: “La pressione se gestita bene è uno stimolo, altrimenti è un fattore negativo per un arbitro che non riesce a gestire bene lo stress psicologico del pubblico. È un fatto di abitudine, più il calciatore gioca e più l’arbitro arbitra, meno è soggetto a stress della gara e dalla pressione esterna.

In merito al gioco del calcio, da circa 40 anni le cose sono cambiate e tale cambiamento è percepibile anche a livello medico: “Possiamo dire che per quanto riguarda la sfera agonistica e atletica, c’è stato un salto in avanti perché i calciatori di una volta erano meno allenati rispetto a quelli di oggi. Tuttavia, credo che questo eccesso di agonismo abbia un po’ diminuito la presenza di giocatori molto tecnici che invece sono presenti nel calcio a 5. In linea generale, c’è una grossa differenza rispetto al passato. Ad esempio, il calcio a 11 quando arbitravo io era più lento, mentre ora si è evoluto. Il calcio a 5 invece è uno sport molto veloce e per tale ragione anche gli arbitri devono possedere un’attenzione scrupolosa e dei riflessi molto veloci perché ci sono piccoli falli che nel calcio a 11 non sono sanzionati.”

Come ogni amante del calcio, anche il Dott. Idone ha avuto i suoi idoli: “Da ragazzino mi piacevano molto gli arbitri Concetto Lo Bello e Pierluigi Collina. Lo Bello puntava molto sulla personalità e correva poco perché il calcio era più lento; Collina, invece, era più allenato e sapeva abbinare a quello ottime doti e abilità caratteriali. Negli ultimi anni gli arbitri sono diventati dei veri e propri professionisti, c’è una scuola dietro questa professione che ha portato gli arbitri italiani ad essere fra i migliori al mondo e questo è molto importante.”