Luigi Corio, un presidente dal cuore d’oro

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Il sorriso sempre stampato sul volto. Solare e contagioso. Di quelli che cambiano la giornata e permettono di guardare con un pizzico di ironia anche alle situazioni più negative. Luigi era così, mai corrucciato e sempre felice di regalare momenti di felicità a tutti i suoi interlocutori, riuscendo a strappare anche agli altri quel sorriso rimasto spesso suo compagno di viaggio. Una parola dolce e una pacca sulle spalle sempre pronte anche in caso di difficoltà, per la sua famiglia e per i suoi ragazzi, motori di una vita vissuta sempre al massimo.

Nessuna differenza tra casa e oratorio, trasformatosi poi nel corso del tempo in campo di calcio a 5, entrato nel suo orizzonte grazie alla Xenium, creatura modellata e definita a sua immagine e somiglianza. Un’altra famiglia più che una squadra, riuscita a regalargli piccole grandi soddisfazioni che portava con orgoglio appuntate sul petto. Una promozione in C2 vincendo i playoff e una salvezza insperata conquistata ai playout, con un successo in trasferta su cui nessuno avrebbe scommesso. Soltanto lui, come dimostrava quel sorriso al PalaGallo di Catanzaro trasudante il più classico ‘ve l’avevo detto‘.

Le sconfitte non lo abbattevano ma le vittorie lo esaltavano eccome, al punto da portare una bottiglia di spumante in chiesa per festeggiare i suoi ragazzi reduci da una vittoria in trasferta, a cui gli era bonariamente “proibito” partecipare: “Almeno il sabato fatemi rimanere con mia moglie, sennò litighiamo”. La sua macchina però era sempre a disposizione, riempita fino all’orlo per evitare di lasciare qualcuno indietro. Attimi indelebili, momenti incancellabili che nemmeno quel maledetto 7 aprile 2020 potrà mai oscurare.

Perché l’insegnamento di Luigi non riguarda cose materiali, ma risiede nel rispetto e nell’amicizia: valori inculcati nei suoi ragazzi nel corso degli anni come una missione da non fallire. A distanza di un anno dalla sua morte è certo che i suoi obiettivi siano stati raggiunti. Lo dimostrano l’affetto di chi l’ha conosciuto e il Fondo di solidarietà nato per volere della famiglia e dei suoi amici. Questa è l’eredità più importante, che certifica come Luigi abbia preso la sua vita e ne abbia fatto un capolavoro. Ciao Presidente.

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