Mesiti: “Ok ripartenza per i dilettanti, per le giovanili sarebbe stato un rischio”

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Tantissime esperienze, molti delle quali passate su un campo di calcio, prima come giocatore e poi come allenatore. Stiamo parlando di Girolamo Mesiti classe 1961, che da qualche mese è il nuovo presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calabria. Un ruolo di tutto rispetto per l’ex calciatore tra le altre di Cosenza e IgeaVirtus  ed ex trainer di Deliese, Catanzaro, Colligiana, Hintereggio, Interpiana, Isola Capo Rizzuto e Siderno.

Contattato dalla nostra redazione abbiamo discusso sulle problematiche che in questi mesi hanno caratterizzato il nostro calcio dalla pandemia alla questione ripartenza. “Lo sport è importante, ma con le dovute attenzioni rispettando i protocolli, bisogna sempre partire dal presupposto che il calcio dilettantistico è la base del calcio professionistico, si parte dal dilettantismo per poi arrivare nei professionisti, il nostro calcio è stato sempre contraddistinto dall’entusiasmo, dalla voglia e dalla passione, se vengono a mancare questi componenti è difficile ripartire perchè la pandemia lo ha messo in ginocchio” ha affermato l’ex tecnico di Bagnara.

Proseguendo sulle problematiche giovanili, “Oggi la linfa vitale delle società dilettantistiche sono i settori giovanili, bisogna stare attenti a questi giovani che escono dalle scuole calcio ma poi sospendono l’attività agonistica perchè non viene data continuità. Le categorie giovanissimi, allievi, under 15, under 16, under 17, sono le categorie dove si perdono maggiormente i giovani, perchè sono loro ad aver accusato di più il colpo della pandemia. Si sente parlare che il calcio giovanile sia stato abbandonato, ma bisogna anche dire che non tutte le nostre società hanno strutture proprie e farlo ripartire sarebbe stato un grande rischio”.

A concludere “Mi auguro che da qui all’ 11 aprile la curva epidemiologica si abbassi, che diminuiscano i contagi, e che ci sia una ripartenza positiva che possa essere di auspicio per un ritorno alla normalità”. Argomenti chiari e concreti quindi quelli del presidente dell’AIAC Calabria, con la speranza che tutti possano tornare ad ammirare quel calcio dilettantistico chè è soprattutto un movimento sano e di aggregazione sociale.