Per non dimenticare “Coltellaccio”, tifoso Palmese

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Una morte silenziosa, purtroppo dimenticata. 25 anni fa veniva barbaramente ucciso il supertifoso della Palmese Giuseppe Melara. Era il 28 novembre del 1995, un pomeriggio piovoso a Palmi, un martedi d’autunno.

Peppe Melara, da tutti soprannominato “Coltellaccio”, non rinunciava mai a recarsi al “Lopresti” per assistere agli allenamenti della Palmese, la sua Palmese, la sua passione, la sua unica “libertà” quotidiana. In moltissime occasioni Peppe rimaneva al campo fino a tarda serata, a ripulire gli spogliatoi e il campo. Quel giorno però, quel martedi pomeriggio 28 novembre, Peppino non era al “Lopresti” al fianco dei suoi beniamini. Quel giorno Peppino volò in cielo insieme agli Angioletti!

Ma chi era Peppino Melara? Era un uomo per bene. Nacque a Palmi il 16 dicembre del 1935 in una piccola casa del centro storico della città. La mamma si chiamava Giuseppa mentre il padre rimane ancora sconosciuto.

Giuseppe Melara rimase orfano all’età di sei anni (la sua mamma nacque infatti il 7 Marzo del 1917 e morì il 10 Dicembre del 1941). Figlio unico, visse la sua sfortunata vita spensierato e felice. Trascorse molte delle sue giornate al leggendario “Lopresti”, sempre al fianco della sua amata Palmese. Peppino Melara rimane il simbolo dell’uomo buono. Ricordarlo da queste pagine è il modo migliore per mantenere intatta la sua persona. La presenza di Peppino nel tessuto sociale palmese era bella, piacevole: una persona troppo spesso dimenticata a Palmi. Riappropriamoci della sua memoria e facciamola vivere sempre, tutti i giorni, con l’impegno, con il senso del dovere, con la giustizia nel cuore.

Ciao Peppino, continua a riposare in pace, la tua Palmese ti pensa sempre!

 Sigfrido Parrello