Tarozzi, un pezzo di Milan passato per la Calabria

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Imprese, aneddoti, momenti indelebili. Ci sono personaggi che hanno fatto la storia per il modo di intendere e concepire il gioco del calcio. L’esclusiva di RCSport porta indietro nel tempo per quel tocco di romanticismo che fa sempre bene allo sport. Impossibile non raccontare di Paolo Tarozzi, figura storica del Milan dell’ex presidente Berlusconi. Diciassette lunghissimi anni nel club rossonero conditi con i ruoli di capoufficio stampa e successivamente da allenatore alle giovanili.

Un’esperienza lungimirante raccontata dallo stesso protagonista ai nostri microfoniGli anni al Milan sono stati indimenticabili, con un grande percorso di crescita, soprattutto i primi dieci, gli ultimi sette un po’ meno, ho cambiato ruolo prendendo il patentino di allenatore iniziando proprio dal Milan assieme a Chicco Evani ma anche con settori giovanili professionisti ed importanti tra cui anche Pavia e Legnano”.

Una carriera  vissuta tra Champions, scudetti palloni d’oro e tanti campioni  ma anche colmata da tanti aneddoti tra cui l’allenamento con Marco Van Basten durante la sua fase di recupero poi non andata a buon fine e una breve esperienza anche all’estero in Svezia con il Syrianska Football Club in Divisione I (terza serie svedese) condita da quattro vittorie L’esperienza in Svezia è stata molto gratificante sia a livello umano che a livello professionale, quattro uscite quattro vittorie purtroppo poi ho dovuto abbandonare per problemi familiari e sono rientrato in Italia”.

Tantissime scommesse per l’allenatore milanese con il solo obiettivo di far bene, sempre pronto a rimettersi in gioco; l’approdo in questa stagione al Roccella chiusa poi con tanta amarezza Inizialmente mi avevano già contattato ad agosto, grazie anche al direttore sportivo Massimiliano Leghissa trovando la mia piena disponibilità, poi la trattativa non andò in porto fino a dicembre quando fui richiamato, accettai senza esitare con tanto entusiasmo, lasciando a Milano moglie, figli e il mio lavoro di imprenditore alimentare, perché ero convinto nel progetto nel lavorare con i giovani, nonostante la squadra fosse in ultima posizione in classifica e con una chiara carenza in organico; la prima uscita andò male con la sconfitta per 4-0 a Scalea senza poterci allenare in un certo modo, visto anche la problematica Covid.

Alla ripresa disputammo una buona gara con il Gioiosa perdendo 1-0, ma rimaneggiati in alcuni episodi che potevano dare un esito diverso, poi inspiegabilmente prima della trasferta di Sersale vi sono le dimissioni del presidente e il venerdi  sera dopo la rifinitura al “Ninetto Muscolo” al rientro in albergo mi viene consegnata una lettera dal portinaio con il mio biglietto aereo, senza nessuna spiegazione da parte di nessuno. E’ stato davvero un episodio che mi ha lasciato basito, dopo aver dato anima e cuore allenando anche solo dodici elementi, un po’ troppo poco per una squadra che vuole salvarsi, dispiace anche perché in Calabria ho conosciuto gente passionale come lo è il popolo calabrese, non potrò nemmeno occuparmi in ambito aziendale in quanto sostituito, quindi dovrò cercare di ricostruire i cocci e ripartire nonostante la condizione psicologica non è delle migliori.”

Un’esperienza non bella per il trainer milanese, ma si sa il segreto del successo sta nella capacità di rialzarsi dalle sconfitte, e di attingere proprio alle esperienze negative quella lucidità e quella forza utile nel permettere di rimettersi in gioco. Caratteristica che sta nelle fondamenta di Paolo Tarozzi che sicuramente ritroveremo molto presto in un rettangolo di gioco, perché il calcio in fondo è storia, è questa storia è stata anche scritta da Paolo Tarozzi.

 

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