Palmese, dopo l’esclusione regna il caos ma l’imperativo è ripartire

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Come comunicato nella giornata di venerdì 23 luglio dal Comitato Regionale Calabria, la Palmese è stata esclusa dal prossimo campionato di Eccellenza. Un fulmine a ciel sereno se si pensa che appena un giorno prima (come riferito dalla stessa società) l’iscrizione (lacunosa nelle vertenze non ottemperate) sembrava cosa fatta.

L’amarissimo epilogo (punta dell’iceberg di un biennio tra i più bui della storia recente) costringerà la Palmese (se ci saranno posti vacanti) a ripartire dal campionato di Prima Categoria catapultandola ancor di più negli abissi del calcio di periferia. Campionato di Prima Categoria che, collocandosi al settimo livello della piramide calcistica, rappresenta un’ulteriore smacco nei confronti di una compagine che solo nelle stagioni più grigie l’ha vista scivolare così in basso. La storia ultracentenaria della Palmese non sarà, comunque, cancellata. Sono, infatti, tante le squadre anche prestigiose (vedi Bari e Palermo) che hanno dovuto fare i conti con queste poco edificanti situazioni ma chi è venuto dopo si è ripreso nel contempo la storia.

Quella storia che la Palmese, nonostante si sia ulteriormente acuita la spaccatura tra dirigenza (il presidente si è fatto sentire attraverso un comunicato molto duro) e buona parte della tifoseria che reclama il cambiamento (il comunicato del Gruppo Totalitario Palmese ’93 non lascia adito a interpretazioni), vuole riprendersi e ripartire come tante altre volte ha fatto in passato. Ad maiora.

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