Palmese… l’auspicio per l’anno che verrà? Riprendersi la storia

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Il 2020 sta volgendo al termine e in casa Palmese, dopo la retrocessione dalla Serie D che, seppur d’ufficio, è stata scritta dal campo al termine di uno dei campionati più negativi di sempre, l’anno che verrà si prospetta con almeno due interrogativi.

Il primo fra tutti riguarda la ripresa o meno del torneo di Eccellenza fermo dallo scorso 25 ottobre che per la Palmese coincise con un secco 3-0 patito a Locri con Visciglia alla sua prima in panca al posto dell’esonerato Germano. Un torneo che, comunque, non stava promettendo nulla di buono visto che, dopo l’illusoria partenza, la posizione di classifica è andata via via peggiorando culminando, al termine di quella che sarebbe stata la sesta giornata, nella terz’ultima posizione frutto di una vittoria appena e ben quattro sconfitte con una fase difensiva che, nonostante la porta fosse difesa da una garanzia nel ruolo, Carmine Caputo, aveva subito ben 15 reti attestandosi come la più perforata.

L’altro interrogativo, senza dubbio il più importante, riguarda la società nella sua interezza che sarà chiamata a rialzare il glorioso vessillo neroverde (ovvio che servirà una netta sterzata altrimenti l’unica strada percorribile sarà quella di passare la mano) per porre le basi di un immediato rilancio del calcio cittadino affinché la Palmese, riprendendosi la storia che le compete, ritorni presto nel palcoscenico di quella Serie D salutata nel modo peggiore… Ad maiora.

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