Futsal Polistena, Molluso: «Ho sbagliato, ma non sono l’unico responsabile»

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Riceviamo e pubblichiamo

Ho sbagliato, lo so.
Ho sbagliato nei confronti di chi mi rispetta e nei confronti dei miei tifosi ed estimatori che sono tanti, visto la valanga di messaggi che ho ricevuto, per questo li voglio ringraziare, ed è a loro che mi sento di chiedere scusa.
Naturalmente non ho intenzione di giustificarmi né tantomeno di giustificare l’increscioso l’episodio che si è verificato, però è giusto fare un resoconto dell’annata sportiva in corso, pure per capire perché si sono venute a determinare certe dinamiche che hanno portato all’episodio di sabato scorso.

Dico prima di tutto che non mi è mai capitata un’annata così difficile, non per i risultati, che sono sempre stati sempre positivi (ripeto: sempre positivi), ma per la gestione del gruppo/squadra, che quest’anno è stato particolarmente difficile. Da parte mia, nonostante sin da subito abbia cercato di capire e affrontare il problema, poi forse ho commesso l’errore di lasciar correre troppe volte per il bene della squadra, facendo finta di non vedere, capire o sentire, la ripetuta mancanza di rispetto di qualche giocatore nei miei confronti, nei confronti del ruolo e del lavoro che ho svolto per anni, credo anche con qualche risultato. Troppe volte sono stato scavalcato da qualcuno che ha messo in dubbio le mie competenze, sopportando e tollerando atteggiamenti e ingerenze sulle mie scelte di tecnico, tutto questo ripeto per il bene della squadra.

Sabato in una partita importante, preparata bene, purtroppo il vaso si è rotto e all’ennesimo episodio di totale mancanza di rispetto nei miei confronti come mister ma soprattutto come persona, ho perso le staffe e ho reagito bruscamente, dopo che il “solito” giocatore, in seguito alla richiesta di sostituzione, ritardava volutamente quest’ultima, usciva dal campo imprecando e mandandomi ripetutamente a quel paese. Questo è stato solo l’ultimo degli innumerevoli episodi che si sono ripetuti quasi quotidianamente durante gli allenamenti e anche durante le partite. Ho cercato diverse volte di risolvere la situazione parlando con gli altri giocatori e anche con la società, sperando che quest’ultima intervenisse com’è corretto fare, ma purtroppo ha preferito rimanere sorda alle mie esternazioni e ha preferito far finta di non vedere anche quando alcuni giocatori venivano mandati anzitempo a fare la doccia, o quando “sbraitavano” irrispettosamente e venivano zittiti da parte mia. Anche durante la partita contro la Gear di Piazza Armerina mi sarei aspettato un intervento energico e risolutivo da parte della società, presente in panchina, dopo che il soggetto usciva dal campo lamentandosi energicamente per la sostituzione prendendo a calci bottiglie e borracce. Niente di niente, nessun provvedimento.

In tutto questo non voglio sicuramente fare la parte della vittima, non mi ci sento proprio ma non voglio neanche che la responsabilità di quanto successo ricada solo su di me che certamente ho avuto pure le mie colpe, perché la responsabilità è di tutti, dal primo all’ultimo elemento della società, ognuno nel proprio ruolo che a quanto pare non ha saputo o voluto esercitare. Credo di avere molta esperienza alle spalle come giocatore prima e come allenatore poi per non capire come funzionano certe dinamiche in questo nostro ambiente.

Io, da parte mia, sento di aver dato tanto a questa squadra e devo dire che ho anche ricevuto tanto, e anche per questo che di certo non mi aspettavo di ricevere una semplice e rapida telefonata per comunicarmi la decisione presa nei miei confronti (in maniera unanime!); mi sarei aspettato invece, visti i rapporti ormai consolidati da diversi anni con tutti i dirigenti “amici” e “grande famiglia”, di essere correttamente convocato per dirci quello che c’era da dire guardandoci negli occhi e magari cercare di capire perché Pino Molluso, che in quattro anni si è comportato sempre bene, abbia fatto una cosa del genere, ma l’occasione era troppo ghiotta per tentennare, meglio approfittare adesso, a fine anno sarebbe stata più dura.

Detto questo, non mi voglio dilungare oltre, ringrazio la società tutta che mi ha dato la possibilità di guidare la squadra fino a questo momento.
Ringrazio e saluto, inoltre, i giocatori/uomini che forse hanno sofferto come me o più di me la situazione che si è creata, manifestandomi la loro solidarietà e contrarietà per la decisione presa. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato con me in questi mesi, il preparatore atletico Gianluigi Seminara, il preparatore dei portieri Salvatore Logatto, il fisioterapista Dott. Stefano Liberti, il Dott. Fortunato Lucia, l’addetto al materiale Simone Elia e per ultimo ma non ultimo il mio collaboratore più stretto Maurizio Gallo.

Adesso il palcoscenico nazionale del futsal è tutto vostro.

GRAZIE, POLISTENA NEL CUORE

PINO MOLLUSO