Cataforio e Casali del Manco conquistano la Coppa

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Al termine di due combattutissime gare Cataforio e Casali del Manco alzano al cielo la Coppa, aggiudicandosi le finali di Coppa Italia rispettivamente contro il Cus Cosenza e la squadra ospitante Polistena Calcio a 5.

CASOLESE FUTSAL – POLISTENA C5 4-3 (1-1)
Le due compagini si approcciano alla finale dopo aver vinto in maniera simile le due semifinali di ieri: Casali del Manco sempre avanti nel punteggio, con sofferenza finale; Polistena in rimonta, ma con uguale fatica sul mai domo Soverato.
Gara che parte subito forte, al secondo minuto è Borgese a chiamare subito in causa Cuconato, che blocca la sfera in due tempi. Al quarto minuto rispondono i gialloverdi, oggi in bianco, con la conclusione forte di Milano su calcio di punizione, Borgese in barriera respinge, poi nulla di fatto. Al tredicesimo, ripartenza letale del Casali del Manco di mister De Marchi, botta dal limite di Fortino che Mazzei respinge sui piedi di Rovito, che ribadisce in rete. Meritato vantaggio cosentino, molto propositiva la manovra. Passano, però, solamente tre minuti e Giovinazzo, su assist di Napoli, scaglia un rasoterra sul palo lontano sul quale Cuconato non può farci nulla. I rossoverdi di casa entrano in gara poco dopo il quarto d’ora e vanno subito a segno. Nemmeno un minuto e mezzo e Politanò centra in pieno la traversa, gran conclusione del numero dieci polistenese. Nel time out chiamato dai casolesi, il tecnico De Marchi non è contento dei tempi di pressione, per il resto una menzione alle giocate preparate nel pre gara ed il giusto occhio di riguardo sul bomber Ferraro, che i cugini bruzi conoscono molto bene. Scorre il ventunesimo minuto quando Insana colpisce in pieno Cuconato su un calcio di punizione dal limite, ottima la posizione del presidente-giocatore del Casali. Molto equilibrio, come del resto in tutta la manifestazione, ed arbitraggio perfetto fin qui della coppia Cartisano – Gatto. Allo scadere della prima frazione, altro intervento degno di nota di Cuconato, respinge con la faccia la conclusione di Cosoleto. Dopo un minuto di recupero, si va negli spogliatoi sull’1-1. Polistena subito arrembante ad inizio ripresa, Ferraro suola per Politanò che calcia forte, la sfera si spegne fuori di un nulla. Due calci d’angolo e due conclusioni nei primi due minuti per i rossoverdi, ma il parziale rimane invariato. Casali del Manco che guadagna un angolo, a sua volta, Fortino la piazza gelando il palazzetto “Caduti sul Lavoro”. La squadra cosentina cinica nel riportarsi in vantaggio alla prima vera occasione della ripresa. Ancora Fortino, sugli sviluppi di uno schema da calcio d’angolo battuto da Milano, batte Mazzei e regala un preziosissimo doppio vantaggio ai suoi. Clamoroso uno-due della squadra silana che, per quanto visto finora sul rettangolo di gioco, sta continuando a stupire gli addetti ai lavori. Altra stagione magica del Casali del Manco, ex Casolese. Il Polistena si riversa in avanti, prima Milano e poi Cuconato decisivi su Ferraro. Si accendono gli animi, gara che diventa ancora più intensa. Time out chiamato dai pianigiani, mister Spanò usa la carta delle motivazione, chiede testa e pazienza per riprendere un parziale fin qui compromesso. Al dodicesimo il solito Cuconato smanaccia in angolo una conclusione insidiosa dalla distanza di Giovinazzo, il PC5 ci prova, il Casali si affida al suo numero uno. Il Polistena colleziona calci d’angolo e punizioni, ma la difesa cosentina chiude tutti i varchi, grazie ad uno straordinario Daniele Cuconato. Al ventitreesimo, però, capitan Insana pesca il jolly dalla distanza ed accorcia. Ma il Casali ha un cuore enorme, Fortino segna subito il 4-2 e Fortino si fa tutto il campo per andare ad abbracciare la panchina. Cuconato dice ancora no a Ferraro, il PC5 prepara la casacca per il portiere di movimento, quando mancano cinque minuti più recupero. Al trentesimo minuto, la squadra di casa accorcia con Napoli, che insacca dalla distanza, proteste casolesi per un presunto tocco di mano di Politanò, ma la coppia arbitrale convalida la rete. Nei due minuti di recupero non succede nulla, apoteosi Casali del Manco. Direzione di gara impeccabile, palazzetto gremito in ogni ordine di posto, spettacolo in campo e Casali del Manco che vive una pagina memorabile della propria storia, andando a vincere la Coppa Italia in casa di un Polistena forte e che ha organizzato minuziosamente la manifestazione.

CUS COSENZA-CATAFORIO 0-1 (0-0)
Prima frazione vibrante, con Cus Cosenza e Cataforio che giocano senza particolari tatticismi e si alternano in un susseguirsi di capovolgimenti di fronte. Non tantissime, però, le conclusioni verso le due porte (tra cui un palo della Praticò), anche se M.T. Merante e Monorchio si sono sempre fatte trovare pronte. Al 23′ grande doppio intervento di M.T. Merante sulla Imbesi, un minuto dopo è la sua gemella, Maria Grazia, a trovare una prontissima Monorchio a negare la via del gol. Al ventisettesimo grande intervento, anche fortunoso, della Monorchio sulla Trimarchi, la palla passa sotto il corpo dell’estremo difensore e va fuori. Succede poco altro nei minuti restanti e le due squadre vanno al riposo sul risultato ad occhiali, 0-0 e porte inviolate. La seconda frazione si apre con il Cus che preme e la Cataldo ha la chance per sbloccare il parziale, Monorchio ancora presente al terzo minuto. Al settimo si fa vivo il Cataforio con il gioiellino Praticò, M.T. Merante risolve in due tempi. Al quarto d’ora, vengono premiati gli sforzi del Cataforio, che passa in vantaggio grazie alla zampata della Pantano, che fulmina in allungamento l’estremo difensore catanzarese della squadra cosentina. Al diciottesimo, la Monorchio si supera in spaccata sulla conclusione dal limite di capitan Trimarchi. Da qui in poi, le cosentine premono sull’acceleratore ed a due minuti dal termine, è capitan Cannizzaro a salvare la propria porta, deviando in angolo un tiro insidioso di Trimarchi. Forse tardivo, solamente al 60′ minuto, l’ingresso del portiere di movimento, che porta alla traversa di Postorino. Il Cataforio tiene bene nei tre minuti di recupero e vince il primo trofeo della propria storia nel femminile, anche se la compagine reggina nasce dall’acquisizione del titolo del Mirabella, che trionfò nella scorsa edizione di Crotone.