Delude l’Argentina. Grande partita della Croazia

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Come volevasi dimostrare. “Messi male” al punto da subire tre goals dai Croati, uno dei quali bellissimo per esecuzione e scelta di tempo, i biancazzurri argentini piangono e rimpiangono i tempi andati quando Maradona e, con lui, un collettivo capace di macinare gioco vincevano e convincevano.

Oggi la nazionale di Lionel Messi, dell’oriundo calabrese (di Polistena) Mauricio Macrì e di Papa Francesco è l’ombra di ciò che fu l’Argentina campione del Mondo di 7 lustri fa. Stardust, potremmo chiamarla: polvere di stelle. Peccato però che di stelle supernove fra i biancazzurri astrattamente ve ne siano. Paul Dybala e Gonzalo Higuain oltre Messi tanto per dirne alcuni. Ma anche costoro pagano pegno all’essere organici nei top teams del professionismo. Diversamente i Croati, squadra giovane di una terra nella quale 20 anni or sono divampavano focolai di guerra e risuonavano sinistri echi di atrocità dal vicino Kossovo inondato dal sangue di vittime innocenti, di un odio riemerso dagli anfratti oscuri dell’anima di una terra bella e maledetta. Pristina, Morini, campi profughi e fosse comuni e ragazzi che – fra il fango e gli olezzi della tendopoli – trovavano il tempo di giocare a pallone. Magari fatto di stracci.

Oggi la Croazia ha metabolizzato la fine della stagione del Presidente Tito e della Jugoslavia federale per recuperare la sua individualità politica sportiva. La Nazionale croata piace perchè ha la capacità di concludere a rete con tiri pericolosissimi. Anima operaia nel solco di una scuola calcistica, piaccia o no italiana, della quale oggi nessuno può negare esempio e valore.

Superiori per fluidità di schemi i croati hanno trafitto i gauchos argentini apparsi stanchi e soprattutto poco incisivi nei momenti topici con veroniche di passaggi che smorzano la forza d’urto di attacchi spesso frutto di improvvisi spunti offensivi destinati a svilire in conclusioni prevedibili o scontate. Questione di carattere? Forse. Ma ancora una volta in questo Mondiale appare impossibile individuare con certezza i favoriti per la vittoria finale.

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