Francia Campione del Mondo, i bleus battono la Croazia

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In Egitto fra la sabbia del deserto ad El Alamein una pietra ormai calcinata dal tempo ricorda il sacrificio dei militari italiani della Folgore. Vi è scritto: “Mancò la fortuna non il valore”. Alla fine della finale del Mondiale questa frase è quella giusta e doverosa per raccontare la fine del sogno della nazionale della Croazia.

I biancorossi sono stati veramente superlativi. Hanno giocato benissimo il primo tempo pur subendo un autogol pareggiando dopo pochi minuti e finendo sotto su rigore calciato da Griezmann, decretato grazie alla VAR. A parte il risultato la Francia appariva timida e incapace di generare gioco. Il distacco appariva colmabile.

Nella ripresa la pressione croata appariva palpabile, ma i francesi venivano fuori su ripartenza da fermo sfruttando le doti di velocità di “flashman” Mbappe e poi un’altra botta di fortuna che fa ritornare sul piede di Pogba un forte tiro che Subasic aveva un attimo prima respinto e che era rimpallato tornando nella stessa direzione da dove era partito, per un goal insperato ma bello. 4 a 1.

Ingiusta punizione per i generosissimi croati che beneficeranno poi di una papera colossale del rilassato Lloris andando con Mandzukic su un quattro a due che restava tale e decretava Campione del Mondo la Francia di Didier Deschamps: non bella ma concreta intorno ai capisaldi Mbappe, Pogba e Griezmann, veri uccelli rapaci pronti a cogliere al volo ogni occasione.

La Francia, in fin dei conti, dava il meglio di se solo dopo aver raggiunto il doppio vantaggio ma spesso era totalmente stretta nella propria metà campo a chiudere i varchi che il magnifico Modric continuava a creare lanciando in attacco i generosissimi Perisic e Mandzukic.

Alla fine onore delle armi, e grazie alla presenza solare e non convenzionale del Presidente croato Kolinda Grabar Kitarevic che trascinava nella sua scia anche Macron, il mondiale finiva in abbracci e baci dispensati a vincitori e vinti dall’affascinante Kolinda e poi – suo malgrado – anche da Macron sotto l’occhio incredulo di Putin al riparo di un ombrello mentre una pioggia copiosa bagnava il campo, gli atleti e i sogni di gloria. Il Mondiale alla fine è stato un successo per l’organizzazione russa.

Per Deschamps che ha saputo costruire una macchina da goal intorno ai propri fuoriclasse e per la Croazia: paese mediterraneo, che dal campo è uscita a testa alta e dalla tribuna grazie alla travolgente presenza della presidente Kolinda Grabar, ha proiettato una immagine vincente, i cui riflessi positivi non tarderanno a notarsi nell’economia turistica e – pur essendo un piccolo paese di circa 4.000.000 di abitanti – nel prestigio politico internazionale.