Il Monza di Berlusconi..senza tatuaggi

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Condivisibile pensare a un team che educhi e trasmetta valori

Per la prima volta in vita mia mi trovo a condividere un Berlusconipensiero. Quello, recentemente espresso per anticipare la futura immagine del Monza, la squadra di serie C da poco acquistata riproponendo il binomio dirigenziale con Galliani, l’altro artefice della fortunata stagione del Milan.

Cosa ha detto l’ex Cavaliere? “Voglio una squadra interamente di atleti italiani. Ragazzi che dovranno avere capelli curati e barba ben rasata e, soprattutto, non dovranno mostrare tatuaggi“. Quest’ultimo dato è quello che finalmente – e chi mi legge o conosce la mia opinione sul punto sa da quanti anni lo sostenga – che mi trova a fianco di Berlusconi.

Il CONI, purtroppo, attesa l’attuale governance – certe cose non le capisce o fa finta di non vedere quanto indecoroso sia lo spettacolo di atleti pesantemente tatuati, che anzichè mostrare la pulizia – esteriore ed interiore – ed impersonare anche l’ideale greco e olimpico della bellezza, mostrano braccia, collo, gambe mani e viso imbrattati da decine di tatuaggi che dicono di abbrutimento, omologazione, povertà culturale e – al di la dello sport e dei soldi facili – di un disagio diffuso che li porta a usare il corpo come se fosse una tavolozza per mostrare disegni fatti da altri (i tatuatori) nel tentativo di esprimere quello che la povertà di un mondo – quello dello sport – che li usa e poi li getterà via non ha insegnato lasciando dentro le loro anime il vuoto e sulla pelle che con tempo raggrinzirà, i segni di una albagia che finirà con la loro gioventù e la loro carriera.

Brutti a vedersi, i tatuaggi talvolta estrinsecano il volto tragico di tante esistenze e, alla fine, quando il sogno è finito, saranno cicatrici urenti sui corpi e dentro l’anima di ormai ex atleti che forse mai furono “uomini”.

Berlusconi deve averlo compreso. Chi scrive, da anni lo sostiene anche a costo d’esser giudicato pazzo.. Che lo sport torni nobile! E che gli atleti tornino ad incarnare un ideale di bellezza olimpica e di pulizia, fisica e morale.

Egualmente condivisibile è Berlusconi quando dice di voler dar vita a una squadra realmente e interamente italiana. Se altri seguiranno l’esempio del Monza anche per la Nazionale si apriranno prospettive nuove e per il calcio italiano una nuova stagione di bellezza.

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