La maschera di Maradona

288

Addio, Maradona. Onestamente spero di non vedere mai più gesti sconci, inopportuni e fuori luogo come quello fatto dall’argentino al momento della rete di Rojo che ha consentito ai gauchos di battere la Nigeria.

 

E se l’Argentina evitasse di unire la propria immagine attuale a quella – sconfortante – del loro ex gioiello sarebbe gran cosa. Nessuno mette in dubbio cosa sia stato e cosa abbia rappresentato per il mondo del calcio Diego Armando Maradona. Ma evitiamo che la penosa immagine attuale sovrasti e cancelli quella del grande atleta che fu.

Profonda verità era quella del grande e saggio Gerardo D’Andrea quando tanti lustri or sono, seduti a guardare il mare con altri amici di una troupe RAI, meditabondo, parlando della gioventù e delle sue albagie disse: “ogni bella scarpina diviene una vecchia ciabatta”. Ciò per dire che vorrei ricordare la bella scarpina, ovvero il Maradona che giocava e non la vecchia ciabatta che esulta a pugni chiusi con il dito medio dritto. Solo una vecchia ciabatta, gonfia di anni e di stravizi – vera Maschera tragica della vita e non solo del Maradona che fu – poteva fare un gesto di una sconcezza simile. Questo vecchio atleta disfatto, dal viso gonfio, con vergognosi orecchini ai lobi e l’addome prominente su braccia che paiono piccole e tozze, dà la misura di quanto la vita possa essere impietosa.

I soldi e la gloria nel mondo dello sport non contribuiscono a fare l’uomo. Per questo spero di non vedere più inquadrate dentro alcun campo immagini di ex atleti disfatti dal tempo e da vite dissennate, che sono l’immagine di un tempo che impietosamente ha cancellato la bellezza della gioventù per mostrare solo lo sfacelo fisico e morale di chi, a prescindere dalle ricchezze, resta comunque uno sconfitto.

CONDIVIDI