Mimmo Sotera: un anno dopo

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Un anno fa. Fine agosto afoso, con il rimpianto di un’altra estate – l’ennesima – attesa e volata via velocissima. Fine agosto di tramonti rossi e malinconici.

Fine agosto – un anno fa – di tristezza e di dolore per un amico – il secondo – a due mesi da un altro – che ci lasciava.

San Giovanni La Punta. Comune etneo alla periferia di Catania. La Chiesa di San Rocco tutta adorna di tralci verdi, rinsecchiti in breve dal sole: l’addobbo della recente festa del Santo.

Il sagrato è una piazzetta che si affaccia su tre strade. E’ gremita da una piccola parte di quel mondo della FMI che era stata la ragione di vita di Mimmo Sotera. Tutti ad attendere il suo arrivo. L’ultimo. Non più col clima di festa e d’allegria dei Beach Cross Village alla vigilia di una nuova gara.

Vi è solo un composto senso di attesa. Intriso della saudade del non ritorno.

L’addio a un uomo che aveva lottato con un male subdolo con il sorriso sulle labbra. La sua sfida alla morte era stata quella di irriderla progettando il futuro. Nel 2017 la FMI iniziava un nuovo quadriennio. Nomi nuovi e nuovi equilibri figli di un cambiamento del mondo dello sport che non ha lasciato spazio a valori antichi ne al riconoscimento del lavoro svolto.

Nella chiesa di San Rocco quel giorno vi erano quelli che al di la dell’interesse sportivo credevano – e credono – che l’amicizia sia un valore superiore e che anni e anni trascorsi insieme su campi di gara non potevano essere cancellati dal divenire di equilibri politici. L’arrivo del furgone. Al seguito i familiari. Lo stringersi ad essi per lenire – condividendolo – il senso di vuoto creato dal pensiero di una morte annunciata ma sempre rifiutato confidando in un qualcosa che alla fine non vi era stato.

Il ricordo dell’ultima telefonata: da un luogo ignoto. L’unica volta in cui la voce dell’amico lontano fece trasparire la paura della morte chiedendo quasi con un grido d’aiuto, tre giorni, solo tre giorni delle nostre vite, per ritrovarci ancora una volta tutti insieme come ai bei tempi su strade che finivano all’orizzonte dei sogni.

Addio Mimmo. Torneranno i bei tempi. E un’altra Aurora. E tu, e come te, Vittorio – altro grande visionario innamorato della moto – che ti aveva da poco preceduto oltre la vetta dell’Izoard sarete nuovamente con noi – o noi con voi – su nuovi campi di gara su spiagge dorate baciate da un sole senza tramonto.

Nuovamente vivi. Così come oggi siete vivi nel cuore di quelli che l’anno scorso ti hanno atteso davanti la Chiesa di San Rocco.

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