Monza G.P. d’Italia: Pateracchio Ferrari

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Superiorità’ vanificata da errori in pista e al box.

Il GP D’Italia va in archivio con un retrogusto amaro. Quello che lascia la sconfitta dopo che la vittoria era una prospettiva realisticamente possibile. La pole di Raikkonen e la seconda piazza di Vettel separato da una inezia 156 millesimi di secondo – che solo sofisticati rilevatori elettronici riescono a leggere legittimavano attesa di un vittoria possibile. Invece, ancora una volta i primi metri di corsa si sono rivelati fatali.

Ancora un errore di Vettel. Forse scusabile. Ancora con Hamilton. Che stavolta colpe non ne aveva. Per Vettel ripartire dal fondo diventava una sfida contro tutto e tutti. Anche contro se stesso . Per una rimonta epica fino al terzo posto prima del cambio ruote che lo faceva ritornare 10° costringendolo a ripassare chi aveva prima superato.

Raikkonen in testa con autorità dopo un sorpasso di Hamilton al quale aveva replicato riprendendosi subito la testa della corsa restava vittima dell’ingenuità dei logistici del team tratti in errore dalla paura dell’ overcut ( il sorpasso dal box) da un astutissimo bluff del team Mercedes che fingevano di essere pronti per il pit stop di Hamilton inducendo la Ferrari a cambiare anzitempo le ruote.

Sopravanzato da Hamilton che avrebbe girato ancora per 15 giri prima del pit, da Bottas e da un coriaceo Verstappen forzava il ritmo provocando una usura non prevista sulle ruote posteriori che a 8 giri dalla fine lo costringeva a lasciare il comando e la Vittoria alla Mercedes e ad Hamilton.

Secondo posto che non paga, non soddisfa e non lenisce il disappunto per un’altra stagione che il Cavallino a causa dei troppi errori di Vettel e oggi anche per l’ingenuità del team sta probabilmente buttando alle ortiche.

 

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