Reggio Calabria, scoperta una targa in memoria di Gaetano Di Stefano

46

Una reunion sotto il sole di luglio per la scopertura, a Reggio, di una targa stradale in memoria di Gaetano Di Stefano. Presente gran parte di quel mondo motociclistico calabrese che ebbe in Gaetano Di Stefano – il Cavaliere – il dirigente, la guida, l’amico e l’inossidibabile propugnatore dei valori nobili dell’onestà, del rigore e del rispetto delle regole quale fondamento dell’attività sportiva.

Grande trascinatore e organizzatore creò la rete dei club che oggi sono la linfa del motociclismo FMI in Calabria, promosse gare di velocità e per non cedere ai condizionamenti esterni di politici e affaristi stracciò un progetto di un grande impianto e inventò il cross sulla sabbia dando vita al Marecross poi divenuto Supermarecross ed oggi Internazionali d’Italia con il suo nome.

La proposta di intitolazione di una via era stata avanzata nel 2016 al Sindaco Falcomatà dal Past president del CoRe FMI Calabria Luigi Mamone. Dopo la positiva valutazione in giunta e il nulla osta della Prefettura oggi la scopertura della targa stradale. Poche parole in serenità e senza retorica d’occasione hanno scandito dopo la benedizione del parroco Don Antonio Bacciarelli gli interventi dell’Assessore Zimbalatti e di Franco Arcidiano portavoce del Sindaco, del presidente della commissione toponomastica del Comune, Giuseppe Cantarella e, infine, di Michele Di Stefano: il figlio del “cavaliere”. Presenti molti di coloro che con lui divisero quella stagione come il vegliardo lucidissimo Nino Romanò, il direttore di Gara Michele Fascì e parte del vecchio comitato, quello in carica fino al 2016, con il Presidente Luigi Mamone, il Segretario Giuseppe Mancuso e il delegato di Cosenza Ernesto Montalto. Tutti sensibili ai valori della conservazione della memoria storica e culturale dello sport. Assenti – e non se ne comprende la causa – gli esponenti dell’attuale FMI, vertici Federali e attuale Comitato Regionale che erano stati invitati attesa l’importanza del tributo riconosciuto ad un dirigente della loro stessa Federazione. La targa odonomastica è stata apposta in uno slargo che fu uno dei punti più spettacolari del circuito cittadino Fata Morgana sul quale si disputava una gara di velocità ad altissimi livelli. Il momento della scopertura è stato accompagnato dal rumore di tante moto avviate all’unisono da vespisti e piloti – come Roberto Siclari – specialista del Supermarecross, Ottorino Gualtieri pilota cosentino di vaglia che sul circuito reggino aveva gareggiato e Antonio Musicò figlio di Giovanni che, in Sicilia, fu un partner importante del Cavaliere così come a Reggio Ignazio Martino che, assente per forza maggiore, ha mandato alcune delle moto da competizione della sua collezione utilizzate sul circuito cittadino Fata Morgana.