Un calcio “all’antica”

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In un posto lontano del mondo, a ridosso del circolo polare artico, in questo periodo dell’anno il giorno è molto più lungo della notte. Il sole non tramonta mai e le aurore assumono colorazioni incredibili di verdi, di gialli, di rosa. In questo scenario di fiaba il mondo del pallone ha fatto irruzione conquistandosi con il 99,06 di share televisivo il monopolio fra il piccolo -numericamente parlando- popolo di una vasta area geografia nordeuropea dove il calcio è poco praticato e, dunque poco pagato.

Gli atleti islandesi, calciatori per passione, non solo hanno conquistato il loro posto al Mondiale ma nel loro primo confronto contro l’Argentina, hanno dato vita a un piacevole incontro fatto di un buon calcio: atletico, semplice, senza fronzoli: all’antica. E questo nel mondo dei paperoni del pallone riconcilia verso il fascino di questo sport lasciando in bocca a fine partita un retrogusto buono.

Appare dunque evidente che esistano mondi del pallone diversissimi fra loro e diverso spirito di partecipazione: oscuri eroi che al ritorno in Patria conserveranno dentro il cuore il ricordo di una esperienza indelebile e paperoni onesti di soldi e di tatuaggi che in questi giorni moscoviti rimpiangono solo il caldo sole di Formentera e le procaci fattezze di disponibili fanciulle.

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