La Desi Volley chiude, il rammarico di Piero Cannatà

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Ancora una volta la mancanza di strutture costringe una società a dover rinunciare ai propri sogni. Oggi è toccato alla Desi Volley Palmi, ma domani chissà…! Senza strutture idonee è impossibile programmare seriamente, il che rappresenta un danno per i giovani che vogliono avvicinarsi allo sport. La Calabria ha capacità e passione per fare bene in tutti gli ambiti sportivi, compresa la pallavolo, ma continuando così il futuro si fa sempre più buio. Di seguito lo sfogo del dirigente Piero Cannatà:

È con rammarico che si annuncia il ritiro dai campionati di categoria (B2 e B1). Un ritiro dettato dall’impossibilità di poter avere una “casa” dove poter dare seguito al progetto che doveva portarci lontano.
Non si conosce il perché le istituzioni, comune di Palmi e città metropolitana di Reggio Calabria, abbiano voluto che ciò accadesse. Di sicuro si sa che le loro azioni hanno portato alla cancellazione del volley nazionale a Palmi. È impensabile che un ente pubblico dica che le strutture devono fruttare. Abbiamo un preventivo di una struttura geodetica nuova di m 45×30 completa di impianto elettrico e fari a led al costo di 115 Mila Euro ed è impensabile che un ente pubblico chieda 125 Mila euro per 6 anni per una struttura che non è a norma, non è agibile, non è stata adeguata alle norme antisismiche, non ha un impianto elettrico a norma. Non ha un sistema antincendio. Una struttura che fa acqua da tutte le parti (pubblicheremo uno dei tanti video in nostro possesso) una struttura che viene chiusa addirittura mettendo catene e lucchetti bucando i muri con 70 cm di spessore (a corredo le foto)

Una struttura senza parcheggi (obbligatori per luoghi che ospitano il pubblico) una struttura senza le vie di fughe necessarie. Una struttura che ospita decine di pannelli fotovoltaici ma che nessuno ne conosce la proprietà e la provenienza ne chi ne utilizza la corrente prodotta. Si potrebbe continuare nell’elenco ma ci si ferma qua…per ora…una domanda nasce spontanea… perché? Perché il comune di Palmi sottoscrive un accordo con la Città Metropolitana dove questa chiede 20 e passa Mila euro all’anno di fitto pur sapendo le condizioni in cui versava l’immobile?

Ci è stato detto che dai parametri quella cifra era giusta per la struttura in questione.
Ma per una struttura idonea a fare accedere atleti e pubblico o per una struttura cadente e totalmente da mettere a norma e agibile?
E la struttura avrà mai l’agibilità visto che le nuove norme sono decisamente più restrittive rispetto a quando è stata costruita? Perché?
Dobbiamo pensare che “gatta ci cova”? O forse dobbiamo pensare che si è arrivati a sottoscrivere un accordo ingenuamente e incautamente? Perché? Perché nessun’altro comune che ospita un immobile della città metropolitana è stato chiuso e sigillato in quel modo? Forse perché i loro sindaci hanno più potere in consiglio? A noi risulta che il sindaco di Palmi, oltre ad essere sindaco della seconda città della provincia è anche seduto sui banchi della maggioranza. Non conta nulla? Non gli interessa nulla dello sport?
Però ha fatto le strisce colorate. La panchina rossa… La panchina arcobaleno…i busti in villa… Il campo da basket all’aperto…le strade asfaltate… Tutto in pochi mesi…dopo 5 anni di immobilismo oggi lo vediamo in ogni punto della cittadina a farsi fotografare… Peggio dei politici della prima Repubblica che aspettavano l’approssimarsi delle elezioni per dare vita a numerosi “inizio lavori”…
Per lo sport nulla…anzi no. Farà la cittadella dello sport…

Questo post potrebbe pensare ad un attacco politico in quanto si è vicino alle elezioni ma chi scrive non è residente a Palmi e non ha nessun interesse politico a Palmi. A chi scrive non interessa che la cosa venga contestata dagli avversari politici per un tornaconto elettorale. Purtroppo la politica è questa. Ma tutto ciò è accaduto ora…non prima e non dopo. Fino a pochi giorni fa si è cercato di recuperare il tutto. La PEC del comune ha decretato praticamente la fine dei giochi.

Scrivo questo post perché mi brucia…
Scrivo questo post perché per anni ho portato, con pochi altri, la squadra su e giù per l’Italia senza nessun tornaconto personale.
Scrivo questo post perché sono incazzato con chi avrebbe dovuto fare e promuovere ciò che ho fatto io e pochi altri e invece l’ha distrutto.
NOI, io, ce ne faremo una ragione e passeremo più tempo con la nostre famiglie. NOI, io, non abbiamo dedicato tutto il nostro tempo libero per lucrare ne per nascondere qualcosa. Lo abbiamo fatto da VOLONTARI consci che la nostra passione potesse essere utile a qualcosa.
Illusione la nostra.

Dispiace per le atlete e lo staff che, da Cuneo a venir giù fino alla Sicilia, porteranno il ricordo di essersi trovati dall’oggi al domani con le porte incatenate e impossibilitati ad entrare per allenarsi in una struttura già fatiscente da anni e anni. Dispiace che il loro sacrificio di spostarsi giornalmente da una città ad un’altra sia stato reso inutile da gente incompetente.
Dispiace e chiediamo scusa.
Avanti un altro
Fine di una storia… a Palmi

Piero Cannatá
dirigente