La Virtus Rosarno attraverso il tecnico Massimiliano Cambrea

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Il campionato di Prima Categoria è ai nastri di partenza. Il 2 ottobre riprendono le competizioni. Ai nostri microfoni il tecnico Massimiliano Cambrea ci illustra le motivazioni che l’hanno spinto ad abbracciare il progetto Virtus Rosarno.

Dopo la tua esperienza comunque positiva alla Saint Michel, hai deciso di abbracciare il progetto della Virtus Rosarno. Cosa ti ha motivato a fare questa scelta?

Ho sposato il progetto Virtus Rosarno perché oltre che essere una piazza tra le più blasonate della Piana, si sono mossi sin da subito – già la settimana dopo la fine dello scorso campionato – e sin dal primo colloquio mi hanno esposto le loro intenzioni societarie. Avevano contattato un gruppo di giocatori di alta fascia, i quali avevano dato la loro disponibilità da subito. Io naturalmente ancora ero legato alla Saint Michel e ho preso qualche giorno per poter parlare con la società stessa. Loro ancora erano molto incerti sul campionato da fare, quindi si dovevano riunire e il tutto non si sarebbe risolto sicuramente nel giro di pochi giorni. Ragion per cui, non potendo aspettare e perdere, di conseguenza una grande opportunità, anche loro hanno capito la mia scelta. Ringrazio la società della Saint Michel con la quale è rimasto un buonissimo rapporto.

La società ha costruito una rosa con giocatori di spessore, quali sono gli obiettivi?

Per quanto riguarda gli obiettivi non ci nascondiamo, sono quelli di portare il calcio a Rosarno in categorie più consone al loro blasone.

La preparazione alla nuova stagione è iniziata da qualche giorno, contento dei giocatori a tua disposizione?

Sono contentissimo della rosa che la società ha messo a mia disposizione e che reputo altamente competitiva. Stiamo cercando solo dei fuoriquota, che sono importanti in un campionato difficile.

Al momento vi state allenando su campi di altre società, ma per l’inizio del campionato pensi sia possibile giocare a Rosarno?

Purtroppo il problema campo c’è e al momento ci ha creato grandi difficoltà per allenamenti e partite. Abbiamo rinunciato anche alla Coppa per questo motivo, ma la società si sta impegnando molto per far si che potremo usufruire del Giovanni Paolo II e del nostro pubblico, che è il 12° uomo in campo.

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