Candido e il legame per il San Giorgio, che va oltre il calcio

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Un veterano del calcio tra le fila del San Giorgio, con un curriculum di tutto rispetto. Pietro Candido, anni 33, la sua storia calcistica inizia con il settore giovanile della Reggina nella quale si forma dai Pulcini alla Primavera. Successivamente gioca in Serie D con le maglie di Carpi, Paternò, Adrano, Acicatena, Rossanese, Castiglione. Fa poi ritorno in Calabria, decidendo di iscriversi all’università, e milita nei campionati di Eccellenza e Promozione con Melitese, Siderno, Palmese, Reggiomediterranea, Bagnarese, Bocale Admo ed adesso con il San Giorgio.

Il suo ruolo preferito è quello di centrocampista offensivo anche se negli ultimi anni ha arretrato un po’ il raggio di azione giocando spesso davanti la difesa.

Mi lega al San Giorgio innanzitutto la mia grande e fraterna amicizia con il mister Giovanni Marcianò. Non avrei mai potuto dire di no ad una persona molto importante per me. Poi conoscendo la società nelle vesti del presidente Caridi, del ds Angelo Latella, ma anche Nino Idotta e tutti gli altri, sono molto contento della scelta fatta perchè sono persone serie che ci stanno vicini e che vivono il calcio con passione ed entusiasmo. Inoltre tornare a giocare insieme a dei ragazzi con i quali avevo già condiviso lo spogliatoio o che comunque già conoscevo come Marco Cormaci, Totò Laurendi, Norman Bellè, Leo Favasulli, Ninni Mangiola, anche Natale Borghetto, è stato un vero piacere. Devo dire che si è creato un bel gruppo e si è visto anche in campo nelle prime partite“.

Il mio parere sulla guida tecnica della squadra? Beh, su Gianni ho già detto, sarei di parte nell’esprimere un giudizio, ma di sicuro posso dire che è un ragazzo serio con il quale ho giocato tanti anni ed ho tra l’altro preso il patentino di allenatore. Credo che, per la voglia di crescere che ha e per l’umiltà che lo contraddistingue, potrà diventare un allenatore importante“.

Ora uno sguardo al futuro di Candido: “Beh la voglia di andare al campo, divertirsi e condividere con i compagni le emozioni che regala questo sport è rimasta immutata negli anni e finchè avrò le motivazioni giuste continuerò a dare il mio contributo, cercando di conciliare questa grande passione con il lavoro. Quando finirò di giocare piacerebbe anche a me intraprendere la carriera di allenatore“.

Conclude il giocatore – “Il mio augurio, come credo per tutti gli sportivi e gli appassionati, è quello di poter ritornare il prima possibile in campo. Colgo l’occasione per dare un abbraccio virtuale a società e compagni di squadra e faccio gli auguri di un sereno Natale a tutti, perchè, anche se lo vivremo in maniera un po’ diversa è sempre un periodo bello e come tale va vissuto“.