Quanto ci manca il calcio dilettanti !

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Che tristezza! La pandemia ha “stravolto” il nostro modo di vivere quotidiano, le nostre abitudini che sembravano banali ma non lo sono quando mancano, le gestualità limitate. Tutto sembra così diverso che non ci pare vero, ma è maledettamente reale con i suoi numeri “crudeli”, asettici, che fanno mancare il respiro. Non si progetta più nulla, si vive minuto per minuto. Come sarà il domani del post covid? Già, quando finirà quest’incubo, la scoperta del vaccino sarà la soluzione?

Prima di tutto la tutela della salute poi il resto… Governo che emana continui e variabili dpcm, chiusura totale o parziale c’è da salvaguardare l’economia, le imprese, le famiglie. Speriamo che tutto passi in fretta e che sia stato solo un brutto sogno.

Già, il calcio dilettante che ha sospeso le attività sino al 24 novembre con il rischio assai probante di una chiusura definitiva. Anche la Serie D potrebbe essere coinvolta in questa drastica decisione per lo stop dei trasferimenti fra Regioni.

Governo che ha opportunamente indezzato tale comparto che è la “base” del calcio più in generale! Le società dilettantistiche sono state anch’esse colte di sorpresa dal virus, con problemi strutturali, di convivenza fra atleti, allenamenti di base individuali. È un vero e proprio caos fra sanificazioni giornaliere, tamponi, positivi e negativi che si alternano, tanta insicurezza e ansia.

È stato giusto, secondo noi, sospendere il calcio dilettante per evitare ulteriori contagi, probabilmente non c’è un’adeguata contrapposizione a reggere l’urto dell’invisibile virus. Ma quanto ci manca il calcio giocato, le emozioni di una rete realizzata, il tifo per la  beneamata, le imprecazioni per un passaggio sbagliato, già il sogno che “eu palla” scatena, tutto sembra banale ma non lo è.

I pomeriggi domenicali chiusi in casa, che noia, senza i risultati del Gallico Catona, della  Reggiomed, quando si ritornerà a emozionarsi per una partita di pallone.

A presto!