Quattro chiacchiere con Laganà, dg dell’Archi

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Dopo undici giornate di campionato, nel girone B di Promozione nelle prime posizioni in classifica troviamo il sorprendente Archi del giovane ma esperto direttore generale Nino Laganà con cui scambiamo due chiacchiere sulla stagione attuale.

Direttore, dopo undici giornate di campionato vi trovate a quota 23 punti in classifica in piena zona play off, soddisfatto di quanto fatto dalla sua squadra?

Salve a tutti sono felice di essere stato raggiunto da voi per questa chiacchierata e soprattutto dopo che qualche mese fa ci eravamo visti in trasmissione e avevo anticipato, contro lo scetticismo di tutti, che l’Archi se la sarebbe giocata con qualsiasi altra squadra. Anche oggi come allora l’obiettivo societario rimane la salvezza anticipata ma il mio obiettivo personale rimane ancora la zona play off perché insieme al mio capitano siamo molto ambiziosi e so il valore dei miei ragazzi e del gruppo che mister Verbaro guida in modo esemplare.

Provenite da quattro vittorie consecutive, l’ultima a Delianuova, qual è il punto di forza della sua squadra?

Sicuramente il gruppo che si è creato, un progetto che il presidente Tripodi ha iniziato con il dottore Meliadò lo scorso campionato acquisendo le prestazioni di mister Verbaro e confermando lo zoccolo duro per questa stagione, poi ha pensato bene di chiamare il sottoscritto come direttore e con qualche accorgimento sia sul campo e anche fuori si è passati da un gruppo ad una bella famiglia dove si condivide tutto insieme. Merito delle prestazioni vanno anche al nostro preparatore atletico che ha permesso con il suo lavoro di far correre la squadra per 95 minuti senza alcuno affanno.

Domenica scendete in campo nella vostra tana contro una delle serie candidate alla vittoria finale, la Palmese, che partita si aspetta?

Mi aspetto che la Palmese venga a giocare a Gallico con l’obbligo di vincere per continuare a seguire il suo obiettivo ma l’Archi come sempre se la giocherà come ha sempre fatto con il massimo rispetto ma con la paura per nessun avversario. La squadra di mister Crucitti ha un organico allestito per vincere il campionato, Misale, Fiorino, Sapone, Lavecchia, DeMarco, Licastro sono solo alcuni dei giocatori che ha la società neroverde che il presidente Sergi ha consegnato in mano al mister quindi credo che abbiano più loro da perdere che noi sotto il piano degli obbiettivi finali prefissati. Noi continuiamo a voler far bene e ci teniamo a toglierci qualche soddisfazione.

Il mercato di riparazione è alle porte dobbiamo aspettarci qualche movimento sia in entrata che in uscita?

Sicuramente dovremmo sopperire a qualche assenza forzata da infortuni e se capita l’occasione per qualche colpo importante lo faremo sicuramente come abbiamo dimostrato con l’arrivo di Riccardo Morabito prima di Delianuova, ma qualsiasi calciatore prima di firmare qua dovrà accettare di entrare in una società dove il leader non è il singolo ma il gruppo con una bandiera di nome Giovanni D’Agostino che sicuramente conoscono tutti non solo per doti tecniche ma anche per il grande uomo che dimostra di essere ogni giorno per educazione e serietà-

Lei è uno dei pochi soggetti qualificati, in queste categorie, a svolgere determinate attività all’interno di una società sportiva. Che cosa pensa di chi si improvvisa nel mondo del calcio?

Sento tutti i giorni o leggo proclami di persone che si fanno chiamare direttore sportivo o fanno comunicati non usando i canali ufficiali della società in questione e onestamente non solo nel ruolo del direttore succede questo ma anche nel ramo della comunicazione per esempio. Io ho deciso di qualificarmi perché amo questo lavoro e volevo essere pronto e non improvvisarmi, però purtroppo molti vengono chiamati nelle società perché portano un aiuti economici alle società (sponsor) e solo così possono fare calcio. I corsi che l’Adise fa ogni anno per formare i giovani che vogliono fare questo lavoro sono molto completi e ti creano le basi. Io se fossi all’interno della Lega obbligherei, come per i mister, ai direttori di essere formati e abilitati nel dilettantismo come nel professionismo e obbligherei le società ad avere il direttore anche solo con la qualifica di collaboratore della gestione sportiva perché tutti si possono improvvisare e creare danno al sistema calcio. Il direttore in una società è importante quanto un allenatore e bisogna tutelare il ruolo che poi porta sicuramente soddisfazioni e lustro alla stessa, ma pochi presidenti hanno il coraggio di affidare la propria creatura a qualcuno che la dovrà dirigere al posto loro, basta con gli abusivi nel calcio e con i porta sponsor se si vuole migliorare il sistema bisogna partire dal basso quindi dai dilettanti e forse un giorno si ritornerà ad essere tra i migliori al mondo.

Cosa dovrebbero fare gli organi competenti per garantire un maggiore controllo e alzare il livello di professionalità anche nel mondo dei dilettanti?

Sicuramente più controlli e obbligare le società a prendere gente qualificata e premiare le società che già lo fanno e punire chi si fregia del titolo di direttore senza esserlo. La Lega deve investire di più sul ruolo del direttore e crederci in primis.

Per concludere, chi lo vince questo campionato?

Il campionato è molto equilibrato e nelle prime tre posizioni ad oggi c’è molto del mio passato San Giorgio è stata la mia prima esperienza da direttore e poi come dimenticare l’anno da direttore generale a Palmi in serie D. Mi aspetto che San Giorgio Vigor Lamezia e Palmese arrivino fino alla fine a contendersi il campionato ma ancora non darei per spacciato lo Sporting Cz lido e l’Ardore che potrebbero risalire la classifica anche perché sono società attrezzatissime. In trasmissione qualche mese fa mi ha chiesto chi era candidata ai play off e ti avevo detto la mia piccola Archi e mi piacerebbe risponderti che credo nei sogni e chissà che noi non siamo il nuovo Leicester di Ranieri?

Grazie Direttore e in bocca a lupo per il proseguo della stagione.

Un caloroso abbraccio e grazie per la visibilità che date al calcio dilettantistico.