14 novembre 1973… quell’indimenticabile serata londinese tintasi d’azzurro

79

La nazionale di calcio italiana di Roberto Mancini, che battendo la Spagna dopo la lotteria dei calci di rigore ha centrato la quarta finale della sua storia ai campionati europei, allungando la striscia record di imbattibilità a 33 partite (ultima sconfitta, 10 settembre 2018, Portogallo – Italia 1-0), per riportare l’ambito trofeo continentale nel bel paese, a distanza di 53 anni dal primo e unico successo ottenuto, dovrà superarsi e avere la meglio sull’Inghilterra padrona di casa. Inglesi che, dopo lo stentato 2-1 inferto dopo i tempi supplementari alla vera sorpresa del torneo, la Danimarca, sono, invece, giunti alla loro prima finale. La sfida, definita epica da Gareth Southgate, in programma domenica 11 luglio allo stadio Wembley di Londra, si giocherà nello stesso giorno che 39 anni orsono issò l’Italia di Enzo Bearzot sul tetto del mondo.

I precedenti tra le due nazionali (la cui prima sfida ufficiale si disputò nel novembre del 1976) sono 27 (il primo, 13 maggio 1933, ebbe come teatro della sfida la Città eterna e finì 1-1, reti di Ferrari e Bastin; poi, 14 novembre 1934, arrivarono i “Leoni di Highbury”) con un bilancio che vede comandare gli azzurri che hanno messo insieme: 10 vittorie, 9 pareggi e 8 sconfitte anche se nel computo delle reti è l’Inghilterra a condurre 33 a 31.

Tra le vittorie di maggior prestigio contro i maestri inglesi quella entrata con pieno diritto nella galleria dei ricordi più belli, esattamente 5 mesi dopo il primo dei 10 successi (un 2-0 frutto delle reti di Anastasi e Capello nell’amichevole giocata a Torino), venne centrata il 14 novembre 1973 quando l’undici di Ferruccio Valcareggi, vicecampione del mondo in carica ma scottato dalla mancata qualificazione agli europei del 1972, in una serata dal tipico stampo inglese con un’incessante pioggerellina a far da cornice, violò lo stadio Wembley grazie a una rete di Capello, scaltro nel farsi trovare pronto dopo una corta respinta di Shilton su tiro cross di Chinaglia, a 4 minuti dallo scoccare del novantesimo.

Pur essendo stata una partita amichevole, aver battuto coloro che definirono gli italiani dei “camerieri” fu sicuramente un qualcosa di grandioso e averli battuti nel loro tempio (impresa che nello stesso impianto londinese venne bissata il 12 febbraio 1997, 0-1 firmato da Zola nella sfida del gruppo 2 valevole per le qualificazioni ai mondiali di Francia ‘98) innalzò i protagonisti di quella memorabile serata in riva al Tamigi, fonte di ispirazione per il pittore francese Claude Monet, scesi in campo con: Zoff, Spinosi, Facchetti, Benetti, Bellugi, Burgnich, Causio, Capello, Chinaglia, Riva, Rivera…, a leggenda… una leggenda il cui eco risuona ancora nella patria del football che, sul far della metà del XIX secolo, diede il là a uno sport le cui radici si perdono nella notte dei tempi.