1938-39, storica annata per la Palmese

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L’anno nel quale la Palmese fu la massima espressione calcistica regionale

La Palmese, che raggiunse il punto più alto della sua storia nel 1934-35, quando accarezzò il sogno chiamato Serie B, al termine del campionato di Serie C 1938-39, riuscendo a sopravanzare: Juventus Siderno, Cosenza e Dominante (Reggina), assieme agli stessi neroverdi, massime espressioni calcistiche dell’epoca tra tutte le compagini calabresi, ebbe dalla sua lo scettro quale migliore squadra regionale classificandosi 7a.

La rosa, guidata dall’allenatore/calciatore veneziano Giovanni Vecchina, nato il 12 agosto 1902 nel popolare quartiere di Castello nei pressi del campo Sant’Elena il quale, dopo essersi formato nella Serenissima vestendo i colori dei lagunari fino al 1923, fece, in particolare, le fortune di Padova e Juventus militando finanche in nazionale, era composta da calciatori gregari e altri di indiscussa levatura quali: il palmese Carmelo Oriana, Antonino Faleo difensore classe 1921 nato a Foggia che un decennio dopo fu uno dei punti di forza dei messinesi dell’Arsenale; Egisto Betti difensore classe 1910 nato a Pistoia con trascorsi in Serie B; Mario Magotti centrocampista classe 1920 nato a Modena, dotato di un ottimo controllo di palla e bravo nel costruire il gioco, che con gli stessi emiliani avrebbe debuttato in Serie A l’anno dopo la felice esperienza in maglia neroverde; Pasquale Morisco centrocampista classe 1920 nato a Bari che l’anno seguente approdò alla Fiorentina vincendo una Coppa Italia (la prima della storia per i gigliati) capace di realizzare una tripletta contro il Messina caduto alle pendici del monte Sant’Elia 3-1 il 19 febbraio 1939; Ugo Terzani centrocampista classe 1912 nato a Firenze che nel novembre del 1936 esordì in Serie A quando la Fiorentina di Guido Ara (uno dei più grandi mediani degli albori del calcio) fu di scena ad Alessandria; e Vincenzo Volpe attaccante classe 1919 nato a Salerno, giunto in prestito dalla Salernitana, che mise a segno la storica rete che avrebbe permesso alla Palmese di battere il fortissimo Catania (poi promosso in Serie B assieme a Brescia, Udinese e Molinella piccola realtà calcistica dell’entroterra bolognese), nonché autore di una doppietta nel roboante 5-0 inferto al Littorio alla Dominante il 5 marzo 1939 al quale avrebbe contribuito anche il quasi trentasettenne Vecchina. Ad alternarsi in porta vi erano: Cesare De Feudis e Domenico Isola.

A quel campionato, oltre alle quattro compagini calabresi, vi parteciparono tre squadre siciliane (Catania, Siracusa e Messina che aveva tra le loro fila due ex calciatori neroverdi il portiere Giovanni Monteleone e l’attaccante Giovanni Corallo), quattro squadre pugliesi (Brindisi, Taranto, Pro Italia e Lecce) e una squadra lucana (Potenza). Presidente del sodalizio neroverde, che nel corso della stagione avrebbe preso parte per la prima e unica volta nella sua storia alla Coppa Italia vinta dall’Ambrosiana Inter dove giocava l’ex difensore della stessa Palmese Carmelo Buonocore, era Pasquale Mauro.

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