Addio a Mario Corso… “il sinistro di Dio”

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Un altro pezzo di quella che fu la Grande Inter è volato in cielo. I neroazzurri piangono, infatti, la scomparsa del centrocampista Mario Corso che, con quel suo piede sinistro “il sinistro di Dio” diede un tocco di genio alle memorabili imprese dell’undici di Helenio Herrera.

Nato nel quartiere veronese di San Michele Extra, il 25 agosto 1941, arrivò lungo i navigli nel 1957 debuttando in Coppa Italia il 29 giugno 1958 contro la Simmenthal Monza (vittoria dell’Inter 1-3). Due settimane dopo seconda presenza stagionale in coppa e prima marcatura interista nella vittoriosa trasferta di Como. Realizzazione che gli permise di divenire il più giovane marcatore interista di sempre. In maglia neroazzurra vi rimarrà fino al 1973 vincendo 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali la prima delle quali venne decisa dallo stesso Corso che, nella partita di spareggio contro l’Independiente al Santiago Bernabeu, al minuto 110 del secondo tempo supplementare realizzò la rete che valse all’Inter il primo trionfo mondiale. In suo ultimo successo fu il tricolore del 1970-71 con l’Inter di Ivanoe Fraizzoli, subentrato ad Angelo Moratti nel 1968, che, dopo la falsa partenza con Heriberto Herrera, affidata alle cure di Giovanni Invernizzi vinse quello che sarebbe stato il suo undicesimo Scudetto, al termine di un avvincente duello con il Milan che chiuse al secondo posto.

Dopo aver concluso la straordinaria avventura in maglia neroazzurra, mettendo insieme 414 presenze e 75 reti, molte delle quali scaturite dalle sue classiche punizioni a foglia morta, avendo modo di giocare anche in nazionale dal 1961 al 1971, andò al Genoa appendendo le scarpe al chiodo nel 1975 a causa di una ricaduta da un grave infortunio alla tibia. Intrapresa la carriera di allenatore, che lo riportò all’Inter nell’autunno del 1985 al posto dell’esonerato Ilario Castagner, riuscendo a raggiungere le semifinali di Coppa U.E.F.A., non ebbe le stesse fortune e, qualche anno dopo, la sua breve carriera in panca giunse al capolinea.

 

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