Aldo e i suoi fratelli in un derby meneghino che fece storia

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Novantanove anni orsono, Milan e Inter si affrontarono in un derby meneghino passato alla storia per un primato che, in tutte le stracittadine milanesi (quella andata in scena domenica 9 febbraio 2020 al Giuseppe Meazza è stata la sfida numero 225…) non si è mai più visto.

I protagonisti di questo singolare record (bissato, nel corso della stessa stagione, in altre due occasioni) furono i famosi cinque fratelli della dinastia dei Cevenini (anche se in realtà erano sei ma il primo, Pietro, si diede alla lotta)… Aldo, Mario, Luigi, Cesare e Carlo (meglio noti come Cevenini I, II, III, IV e V) scesi in campo tutti insieme con la maglia dell’Inter che, l’anno precedente, aveva conquistato il suo secondo alloro nazionale battendo nella finale di Bologna il Livorno. La partita, valevole per la 7a giornata del girone finale del campionato lombardo di Prima Categoria 1920-21 (che avrebbe qualificato… Legnano, Inter, U.S. Milanese e Milan) si giocò presso il campo di Viale Lombardia (dal 1920 al 1926 sede degli incontri casalinghi del Milan… il campo dell’Inter era, invece, quello di Via Goldoni) e si concluse sull’1-1… con Luigi Cevenini che, su calcio di rigore, replicò alla rete di Bellolio, attaccante tortonese che, al termine di quella stagione (l’unica tra l’altro con i rossoneri), avrebbe messo a segno 12 reti.

Questi gli undici scesi in campo, in quel 30 gennaio del 1921 che fece storia, agli ordini dell’arbitro Brunetti di Torino… Milan: Binda, Azaghi, Bronzini, Morandi, Scarioni, Lovati, Raineri, Corsi, Bellolio, Varese, Loiacono. Inter: Campelli, Cevenini II, Beltrame, Cevenini IV, Cevenini I, Sacco, Martinella, Cevenini III, Agradi, Aebi, Cevenini V. Ad allenare il Milan vi era il trevigiano Guido Moda mentre la panca dell’Inter era vacante (solo nel 1922, con l’ingaggio Bob Spotishwood, sarebbe comparsa la figura dell’allenatore) ed erano gli stessi calciatori a decidere chi, volta per volta, doveva giocare.

I cinque fratelli, figli di un lattaio, i più famosi dei quali erano… l’attaccante Luigi, detto “zizì”, il centrocampista Aldo, soprannominato “cevenna” (che indossarono anche i colori della nazionale italiana) e l’attaccante Carlo, etichettato con l’appellativo de “il carambolista”, i difensori Mario, che quando smise di giocare indossò i panni dell’arbitro, e Cesare, la cui carriera fu pesantemente condizionata dalla Grande Guerra, furono, invece, i meno noti, oltre che con l’Inter giocarono anche con il Milan con “zizi”, e non poteva essere altrimenti per il più istrionico e talentuoso di famiglia, che, dopo aver messo a segno 158 reti con l’Inter (ben 37, record assoluto nell’arco di una stagione per il massimo campionato di calcio italiano, li realizzò nel 1913-14… 31, invece, quelli messi a segno nel 1920-21), si trasferì alla Juventus, nel 1927, giocandovi tre anni. Terminata l’esperienza in bianconero fu l’ultimo dei fratelli ad appendere le scarpe al chiodo alla veneranda età di 44 anni alternandosi tra il campo e la panchina con: Messina, Peloro, Novara, Comense, Varese e Arezzo.

Era il 29 giugno 1996 quando Cesare Cevenini scomparve a Deiva Marina all’età di quasi 97 anni… fu l’ultimo superstite di una dinastia di footballers le cui scorribande sui polverosi campi d’un tempo resero ancor più romantico un calcio animato unicamente dalla pura e semplice passione.