Amarcord dell’Inter in Calabria negli anni del Grande Catanzaro

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Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 l’Inter giocò a Catanzaro per ben otto volte. Quel Catanzaro del presidentissimo Nicola Ceravolo che, nei sette anni nei quali prese parte alla massima serie, impreziositi da due storici settimi posti, diede lustro all’intero movimento calcistico calabrese.

Era la domenica del 17 ottobre 1971 quando il grande calcio sbarcò per la prima volta in terra calabrese con l’Inter di Giovanni Invernizzi, fresca vincitrice dell’undicesimo tricolore, che si apprestava a scendere in campo al Comunale di Catanzaro per affrontare le aquile giallorosse (nella foto il Catanzaro 1971-72) reduci dalla storica promozione in Serie A dopo il vincente spareggio contro il Bari colto alle falde del Vesuvio in un memorabile 27 giugno 1971. Al termine di quella partita, alla quale assistettero 30.000 spettatori circa, l’Inter, scesa in campo con… Vieri, Oriali, Facchetti, Bedin, Giubertoni, Burgnich, Jair, Bertini, Boninsegna, Mazzola, Corso, si impose con il più classico dei punteggi grazie alle reti di Bedin e Facchetti abili nello sfruttare due rimpalli che trafissero l’incolpevole numero uno giallorosso Pozzani. Da notare che quell’anno le trasferte a Catanzaro delle altre due grandi del calcio italiano furono tutt’altro che felici. Il Milan di Nereo Rocco dovette, infatti, accontentarsi dello 0-0 mentre la Juventus di Cestmir Vycpalek perse 1-0 (rete di Mammì) in quella che fu la prima vittoria del Catanzaro nella massima serie. L’esordio in Serie A della compagine giallorossa, guidata per il secondo anno consecutivo da Giovanni Seghedoni, non fu, però, molto fortunato tant’è che, dopo appena un anno, nonostante avesse disputato un torneo più che onorevole, ritornò mestamente tra i cadetti.

Trascorsero poco più di sei anni e il 20 febbraio 1977 ecco andare in scena la seconda trasferta dell’Inter a Catanzaro che le arrise nuovamente grazie all’1-3 recante le firme di Pavone, Canuti e Anastasi con i catanzaresi che, sotto di due reti, riuscirono a violare la porta di Bordon con Palanca… colui che Sandro Ciotti definì “uno dei migliori sinistri d’Europa”. Era la stagione 1976-77.

Ottenuta la terza promozione nella massima serie di quei memorabili anni ‘70, il Catanzaro, dal 1978-79 al 1982-83, ebbe modo di affrontare l’Inter, tra le mura di casa, in altre cinque occasioni. Dopo quattro pareggi consecutivi, il primo dei quali per 1-1, con il difensore Groppi che replicò al vantaggio dei meneghini con Muraro, seguito da tre 0-0, l’ultimo confronto a Catanzaro, giocatosi il 15 maggio 1983, fu favorevole ai neroazzurri di Rino Marchesi che riuscirono a centrare la vittoria grazie alle reti di Altobelli e Muller, che sorprese un incerto Bertolini, sceso in campo al posto di Zaninelli, scaltri nel ribaltare il vantaggio iniziale delle aquile giallorosse frutto di una clamorosa autorete di Marini che con un avventato retropassaggio infilò il cuoio alle spalle di un esterrefatto Bordon.

Correva invece l’edizione della Coppa Italia 1981-82 quando l’Inter uscì sconfitta da Catanzaro per la prima e unica volta nella sua storia. Quel sabato, del 10 aprile 1982, si giocava, infatti, la gara di ritorno delle semifinali di coppa e l’Inter, che al Giuseppe Meazza si era imposta con un risicato 2-1, venne sconfitta 3-2 dopo i tempi supplementari. La vittoria dei giallorossi, firmata dalle reti di Bivi, Borghi e Cascione, non fu, però, sufficiente a qualificarli alla seconda finale della loro storia nella coppa nazionale (la prima, dopo il clamoroso 1-2 colto al Comunale di Torino contro la Juventus nel penultimo atto del torneo, la centrarono nel 1965-66) premiando l’undici di Eugenio Bersellini andato in rete con Beccalossi e Altobelli… il “re di coppa”, che, nella doppia finale, avendo la meglio sul Torino, avrebbe alzato al cielo la sua terza Coppa Italia.