In attesa del derby Inter Milan il pallone racconta

di Francesco Lacquaniti

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Il derby della Madonnina rappresenta una delle stracittadine calcistiche più affascinanti al mondo la cui sfida più antica è rappresentata dall’Old Firm tra Celtic e Rangers.
Considerando, unicamente, gli incontri ufficiali quello che andrà in scena nel posticipo serale di domenica 15 ottobre, valevole per la settima giornata del campionato di SERIE A, tra l’Inter di Spalletti e il Milan di Montella, sarà il derby numero 219. Il bilancio complessivo, dei 218 derby fino a oggi disputatisi, vede i neroazzurri in vantaggio con 77 vittorie e 296 reti segnate, contro le 75 vittorie e le 294 reti segnate dai rossoneri, mentre i pareggi sono stati 66.

La storia della stracittadina milanese affonda le sue radici nei primi anni del secolo scorso quando, dopo un primissimo incontro ufficioso, l’amichevole, valevole per la finale della COPPA CHIASSO, giocatasi in terra elvetica nell’ottobre del 1908 che vide affermarsi il Milan 2-1, il 10 gennaio 1909, presso il campo Milan di Porta Monforte, ci fu il suo battesimo ufficiale nella prima partita valevole per il campionato di Prima Categoria eliminatorie lombarde. L’incontro, al quale presenziarono pochissimi e infreddoliti spettatori, arbitrato da Goodley della Juventus, vide il Milan di Giovanni Camperio, compagine ben più esperta dell’Inter nata da neppure un anno, vincere 3-2. Ad andare in vantaggio, nel corso della prima frazione di gioco, fu il Milan con Trerè, mentre nella ripresa, dopo il provvisorio pareggio del brasiliano Gama, andarono in rete Lana e Laich per i rossoneri e lo svizzero Schuler per i neroazzurri che, guidati dall’allenatore/calciatore Virgilio Fossati, scesero in campo con sette stranieri.

Il prosieguo del campionato fu, però, tutt’altro che entusiasmante per le due principali compagini milanesi che dovettero inchinarsi all’altra squadra di Milano, la U.S. Milanese, che vinse sia con il Milan, 3-1, che con l’Inter, 0-2, qualificandosi per il girone finale che avrebbe consegnato alla Pro Vercelli il suo secondo titolo di campione d’Italia.

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