Bob Spottiswood, il primo allenatore professionista sulla panca dell’Inter

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Nell’arco della sua storia ultracentenaria l’Inter (in attesa dell’ufficialità di Simone Inzaghi chiamato a sostituire Antonio Conte) è stata guidata da 72 allenatori più o meno noti con Helenio Herrera che, avendo collezionato 366 panchine, ne è il primatista assoluto seguito a debita distanza da Roberto Mancini e da Giovanni Trapattoni. Agli inizi, però, la figura di un vero e proprio allenatore, che ebbe in Virgilio Fossati e nella coppia Francesco Mauro e Nino Resegotti i suoi predecessori, non era contemplata e si dovette attendere la stagione 1922-23 per vedere un allenatore professionista accomodarsi in panca.

Il primo della lunghissima lista, Bob Spottiswood (primo a sinistra nella foto) veniva dall’Inghilterra, precisamente da Carlisle, e da calciatore si era distinto con il Crystal Palace giocando nella linea mediana del campo. La sua avventura lungo i navigli, in un periodo nel quale giocavano i vari: Campelli, Conti, Agradi, Aebi e Luigi Cevenini, durò soltanto due stagioni, condite da un torneo anonimo, seppur nettamente migliore rispetto a quello che lo precedette dove si rischiò una clamorosa retrocessione, e da un terzo posto a sei lunghezze di distacco dal Genoa. Etichettato dai tifosi neroazzurri con l’appellativo di “bob pastisun”, per via della confusione linguistica unita spesso a quella tattica, dopo aver messo insieme 44 panchine, l’ultima delle quali in quel di Genova il 27 aprile 1924 (roboante 5-1 in favore dei liguri di William Garbutt che si sarebbero cuciti sul petto il nono tricolore), salutò tutti senza troppi rimpianti. A prendere il suo posto fu il milanese Paolo Scheidler che fece meglio del suo predecessore anche se, alla pari dell’inglese, non vinse nulla. Dopo Spottiswood l’Inter fu guidata in altre due occasioni da allenatori provenienti dall’Inghilterra; Jesse Carver, sul finire degli anni ’50, e, nella seconda metà degli anni ‘90, da Roy Hodgson.

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