Busby Babes: la leggenda dei fiori di Manchester

33

Era il 6 febbraio 1958 quando un disastro aereo colpì la squadra del Manchester United. A seguito dell’incidente, Eric Winter, direttore della rivista Sing, per omaggiare quei giovanissimi e talentuosi calciatori scrisse il testo di una canzone in cui li definiva “I fiori di Manchester”.

Conosciuta anche come “Busby Babes”, la squadra passò alla storia come una delle migliori del panorama calcistico inglese, con tutto il potenziale per poter competere con le più grandi di allora a livello europeo. Tutto ebbe inizio dopo la Seconda Guerra Mondiale, con l’Old Trafford diventato inagibile a causa dei bombardamenti nazisti sulla città e una squadra completamente da rifare. Il compito di guidare la nuova squadra fu affidato a Sir. Matt Busby. Nei primi anni, lo United fu costretto ad utilizzare lo stadio dei cugini rivali del Manchester City, ma Busby dimostrò fin da subito il suo spirito vincente e la sua filosofia di gioco in una situazione piuttosto difficile. Per ripartire era necessario affidarsi a giovani talenti e il suo assistant manager, Jimmy Murphy, ebbe l’incarico di reclutare i ragazzi più promettenti.

La squadra formata iniziò ben presto a guadagnare la fiducia e il riconoscimento da parte dei tifosi e della stampa siglando tre secondi posti consecutivi e la vittoria in FA Cup nel 1949. Nel 1952, dopo ben 41 anni dall’ultima volta, arrivò il tanto atteso scudetto. A fine stagione la squadra era decisamente invecchiata e sebbene molti si aspettassero una campagna acquisti imponente, Busby e Murphy promossero in prima squadra i ragazzi della primavera che, per via della loro giovane età, furono soprannominati “babes”. Tra questi spiccavano Robert “Bobby” Charlton, utilizzato da esterno e da prima punta, e Duncan Edwards. Proprio quest’ultimo esordì in prima squadra a 16 anni e 185 giorni e fu sicuramente uno tra i giocatori più talentuosi passati per le file del Manchester United. Nato come centrocampista, ricoprì in realtà ogni ruolo, riuscendo anche ad alternarsi tra prima squadra e primavera. Busby che volle sempre essere coerente con il suo piano di fiducia ai giovani e che fu contrario ad acquisti esorbitanti, acquistò Tommy Taylor per 29.999 sterline per evitare che gli fosse assegnato il nome di “mister 30.000 sterline”.

Il nuovo Manchester United iniziò quindi a prendere forma e il dato più sorprendente fu che l’età media non superava i 22 anni. Nonostante la poca esperienza, dopo aver dominato la First Divison (allora la massima divisione del campionato inglese) nel 1956 e nel 1957, i Busby Babes intrapresero il loro cammino anche in Coppa dei Campioni. Con quella che è considerata la più grande vittoria mai realizzata dai Red Devils per 10-0 contro l’Anderlecht, i ragazzi di Busby strapparono il pass per la semifinale. Fu il Real Madrid, che alla fine si sarebbe laureato campione, ad eliminarli.

La Coppa dei Campioni tornò ad essere l’obiettivo per la stagione successiva. Il Manchester si scontrò con la Stella Rossa di Belgrado in semifinale riuscendo a vincere per 2-1 all’andata e strappando un 3-3 al ritorno in Serbia. Tuttavia, quella partita sancì purtroppo la fine prematura del ciclo Busby perché dopo una sosta all’aeroporto di Reim di Monaco di Baviera, l’aereo si schiantò nel pomeriggio del 6 febbraio 1958 alle ore 15:04. Simbolo della tragedia è l’orologio posto all’ingresso dell’Old Trafford, le cui lancette sono ferme a quell’ora.

I Busby Babes, però, non morirono quel giorno. Dopo una lunga convalescenza a Monaco, Busby ritornò alla guida di un Manchester United completamente rinnovato, ma lo spirito era lo stesso: puntare su giovani talenti disposti a rendere onore ai ragazzi che li avevano preceduti. Nel 1968, Foulkes e Charlton (due degli otto calciatori sopravvissuti) affiancati da George Best traghettarono la squadra verso la finale della Coppa dei Campioni contro il Benfica. Il 29 maggio del 1968 il Manchester United e Matt Busby realizzarono il loro sogno più grande vincendo la Coppa dei Campioni.