Giuseppe Dominici: la storia del bomber che ha conquistato il cuore dei tifosi

622

Il calcio è poesia e il bomber è spesso il suo autore. Con le sue abilità è chiamato a decidere ogni partita e a far esultare milioni di tifosi con i suoi goal. Giuseppe Dominici ha incarnato a pieno l’essenza del bomber di provincia: ha vinto quattro campionati di prima categoria, uno di promozione, un secondo posto con il Calcio Polistena e ha scalato le classifiche da capocannoniere. La sua storia calcistica inizia a Bagnara, suo paese d’origine, nel 1975 all’età di 13 anni:

«Iniziai a giocare nei giovanissimi della Pro Bagnara, ma dopo due anni, durante una partita a Gioia Tauro, mi sono rotto un braccio e ho smesso di giocare. A 18 anni ho fatto il militare e durante una delle nostre libere uscite alcuni ragazzi che si allenavano ci hanno invitato per una partitella. In quell’occasione, il loro allenatore mi offrì un posto in squadra. All’inizio ho accettato, giocando due-tre partite. In seguito, essendo ancora molto giovane e avendo solo la domenica come giorno libero, ho preferito sfruttare quel tempo in altro modo».

Terminato il suo periodo da militare, Giuseppe ritorna a Bagnara e grazie ai tornei estivi organizzati tra le squadre dei vari rioni si riaccende quella passione mai svanita per il calcio giocato. Il suo era infatti un talento naturale e il grande mister Ciccio Leva, allora allenatore della Deliese, riconobbe in lui un grosso potenziale:

«Ciccio Leva è colui che mi ha scoperto e foggiato. All’epoca allenava la Deliese, in prima categoria, e quando mi prese iniziai a giocare da terza punta insieme a giocatori come Michele Raso, fortissimo centravanti di San Giorgio Morgeto. Ebbi, per la prima volta, la possibilità di calcare campi importanti e di vivere partite molto sentite. Ricordo una finale di Coppia Calabria tra Deliese e Melicucco a Taurianova con 7mila persone».

In quella stagione segnò 9 goal tutti al 90’ e la squadra vinse il campionato. L’anno dopo si aprì una nuova parentesi a Rosarno dove fu allenato dal mister Mimmo Varrà, ancora oggi suo grande amico:

«Mimmo Varrà mi ha plasmato, ero ancora un po’ goffo, non sapevo come muovermi. Lui mi ha aiutato tanto posizionandomi in certe zone del campo e capendo le mie caratteristiche al volo. Riuscimmo a vincere 2 campionati, uno in prima categoria dove ho segnato 16 goal e uno in promozione con 14 reti realizzate da me. Ricordo un goal di testa che feci in una partita di prima categoria contro la Nuova Melito, i tifosi mi hanno sempre detto che un goal del genere non lo avevano mai visto prima».

Un’altra grande soddisfazione arrivò in un’amichevole organizzata contro la Reggina. In quell’occasione riuscì a segnare su rigore, spiazzando il portiere amaranto Rosin. Terminata l’esperienza a Rosarno, Dominici viene acquistato dal Calcio Polistena nel 1987. Il ricordo più bello legato a quegli anni fu sicuramente la vittoria del campionato arrivata il 25 aprile nella stagione 1990-91. In quell’occasione Giuseppe segnò di testa ed oltre ad aver vinto la classifica da capocannoniere ricevette uno speciale omaggio da un suo tifoso:

«Quell’anno segnai 27 goal, mentre Nino Zirilli (suo compagno di reparto) ne segnò 25. Quel giorno siamo stati premiati dal senatore Tripodi con la medaglietta d’oro e il presidente Mimì Lazzaro mi ha consegnato una targa realizzata da un tifoso per me. La vittoria del campionato con il Calcio Polistena è stata una bella soddisfazione ed è stata una giornata emozionante. Tutto il paese era coinvolto nei festeggiamenti, eravamo tutti una grande famiglia».

Giuseppe ricorda con tanto affetto anche Michele Sorace, suo allenatore ai tempi del Polistena, che lo aiutò sia dal punto di vista calcistico, ma anche personale:  

«Con Michele Sorace c’è un’amicizia fraterna, siamo ancora in buoni rapporti. Mi ha fatto capire che la differenza tra un giocatore di Serie A e noi era minima. I giocatori di Serie A facevano la vita da calciatori, si allenavano 7 giorni su 7, noi invece eravamo anche lavoratori. Ci inculcava che nessuno era più forte di noi».

L’anno seguente con uno scambio, Giuseppe fa ritorno a Bagnara dove gioca per due campionati in eccellenza segnando un totale di 25 goal. Negli anni ’90 inizia una nuova avventura a Cinquefrondi. Lì, vinse il campionato di prima categoria mettendo a segno 29 goal e divenne capocannoniere. Nel ’94 viene acquistato dalla Pro Campese e questa sua esperienza mette un punto ad una carriera ricca di traguardi e grandi soddisfazioni.

Dalla chiacchierata con Giuseppe si percepisce la sua infinita riconoscenza ai tifosi per il ruolo importante che hanno avuto in ogni momento del suo percorso calcistico:

«Non era facile giocare perché c’era il lavoro e gli allenamenti con alcuni allenatori erano tosti. Ho fatto tanti sacrifici, ma sono stato ricambiato soprattutto a livello affettivo dai tifosi. Non potevo permettermi di scendere in campo ogni domenica senza metterci grinta e passione, io quando giocavo ci mettevo anima e cuore. Queste sono soddisfazioni che rimangono per tutta la vita perché mentre una partita di calcio è di soli 90 minuti, il rispetto che ho avuto in tutte le squadre in cui ho giocato è stato sempre enorme e ripagante».

Chi pensa che il calcio sia solo uno sport si sbaglia e la storia di Giuseppe Dominici ne è la prova. La sua esperienza da calciatore gli ha lasciato tanti bei ricordi e gli ha dato grandi soddisfazioni. Oggi può sicuramente dirsi orgoglioso di essere entrato nel cuore di tanti tifosi e di aver conosciuto persone speciali con cui ha condiviso un pezzo della sua incredibile storia.

Foto gentilmente concesse da Giuseppe Dominici