Giuseppe Lopresti… eroe della Resistenza martirizzato il 24 marzo 1944

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Giuseppe Lopresti, nato a Roma il 31 maggio 1919 da genitori palmesi (il padre, Antonio, era colonnello medico del Regio Esercito), era poco più che ventenne quando partecipò, come sottotenente di complemento, alle operazioni belliche che interessarono il fronte occidentale italiano ma, dopo l’armistizio, non esitò a prendere parte alla guerra di Liberazione e fu tra i più fervidi organizzatori della Resistenza romana. Iscritto al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, gli fu affidata la direzione della VI Zona di Roma che comprendeva i quartieri: Appio, Esquilino e Celio. Lo storico Peter Tompkins lo ricorda come un eroe sottolineandone l’importanza nel fornire informazioni preziosissime alle forze alleate anglo-americane nel gennaio del 1944. Catturato dai tedeschi a Roma, il 13 marzo 1944, vittima di un falso appuntamento in piazza Indipendenza (in passato era riuscito più volte a sfuggire alla cattura) venne arrestato e torturato dagli uomini di Kappler nel carcere tedesco di via Tasso e, dopo aver resistito  stoicamente alle sevizie subite, salvando la vita a numerosi compagni scagionandoli dalle accuse loro rivolte, fu portato alle Fosse Ardeatine dove, il 24 marzo 1944, venne martirizzato assieme ad altre 334 vittime innocenti.

Giuseppe Lopresti con la fidanzata

Il martirio, l’eroismo e l’ardore manifestati gli valsero la medaglia d’oro alla memoria che fu consegnata alla madre il 25 aprile 1947 dall’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.

Nel 1948, al giovane e valoroso Giuseppe Lopresti, che durante la sua gioventù visse a Palmi frequentando le scuole pubbliche, gli fu intitolato il campo sportivo di Palmi (da sempre la casa della Palmese calcio) con la posa di una lapide marmorea.

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