Il leggendario campo sportivo Giuseppe Lopresti compie 90 anni

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Era l’ottobre del 1932 quando l’illustre Palmi (su disposizione del Governo che emanò una legge apposita), ebbe modo di vedere edificato il suo primo campo sportivo, il Littorio (oggi Giuseppe Lopresti). E fu, così, che la Palmese, dopo qualche uscita ufficiosa, giocando principalmente in uno dei quadranti dell’allora piazza Vittorio Emanuele II (oggi piazza I maggio), poté essere iscritta a un campionato ufficiale.

 

Da quell’anno di tempo ne è trascorso tantissimo e il campo sportivo, che una volta terminato il Secondo conflitto armato fu intitolato con la posa di una stele marmorea al martire delle Fosse Ardeatine Giuseppe Lopresti, è ancora lì con il suo carico di storia nella quale sono scolpite le tante imprese della Palmese che ne videro il suo massimo splendore nell’anno di grazia 1934-35 quando, lasciandosi alle spalle la fortissima Juventus Trapani di Heinrich Schönfeld nel campionato di Prima Divisione (l’anno venturo mutuata in Serie C), un manipolo di atleti animati da uno spirito eroico il cui magnifico undici recitava… Silingardi, Pincelli, Rescigno, Ieraci, Scheer, Di Maio, Colausig, Ranieri, Orzan, Corallo, Surra… arrivò a giocarsi un qualcosa di inimmaginabile. Il possibile approdo in Serie B nel girone finale A che avrebbe arriso al Taranto di Umberto Zanolla. Girone finale la cui prima uscita del 9 giugno 1935 vide la Palmese affrontare la storica compagine genovese dell’Andrea Doria in un Littorio stracolmo. Partita conclusasi con un fragoroso 4-2 in favore dei neroverdi trascinati dall’incontenibile attaccante goriziano Orzan. Ad allenare quella Palmese, conosciuta in tutta Italia con l’appellativo di “squadra miracolo”, vi era l’ungherese Sandor Peics che parecchi anni dopo avrebbe guidato lo Sporting Lisbona.

Roma, Fiorentina, gli ungheresi del Bocskay e del Budai, Lecco, Verona, Padova, Reggiana, Modena (affrontate amichevolmente tra gli anni ’30 e gli anni ’60), Andrea Doria, Licata, Catania, Brindisi, Reggina, Cosenza, Benevento, Catanzaro, Latina, Messina, Bari, Palermo, Lecce, Potenza, Foggia, Taranto, Casertana, Nocerina, Cavese, Marsala, Trapani, Siracusa e Salernitana, sono soltanto alcune delle blasonate avversarie che la Palmese ha affrontato nel suo piccolo campo sportivo posto alle pendici del monte Sant’Elia che ha appassionato e continua ad appassionare (sperando di rinverdire i vecchi fasti) migliaia e migliaia di tifosi neroverdi di ogni età ed estrazione sociale in un binomio indissolubile.

Nella speranza che l’interesse comune sia quello di preservarlo e migliorarlo, rendendolo ancor più il cuore pulsante di uno sport che a Palmi si fregia d’avere radici che si perdono nella notte dei tempi, è tempo di alzare i calici brindando ai suoi primi 90 anni tutto sommato ben portati.

 

*Nelle foto (una tratta dal libro di Bruno Zappone “La gloriosa U.S. Palmese” e l’altra di Cosimo Sorbilli) il campo sportivo in due scatti (amichevoli col Bocskay e con la Reggina) risalenti agli anni ’30 e agli anni ’90 del secolo scorso.