Il Real Madrid, il Rapallo Ruentes e Carlo Tagnin… una storia d’altri tempi

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Il Rapallo Ruentes (oggi Rapallo Rivarolese), società calcistica ligure sorta nel 1914, il cui comune (Rapallo) si trova sulla sponda occidentale del golfo del Tigullio, agli inizi degli anni ’60 si rese protagonista di un incontro amichevole e di un inatteso risvolto che fece storia.

Fresco vincitore del campionato di Serie D 1961-62, giungendo primo nel girone A con un margine di due lunghezze di vantaggio sull’Entella, si esibì al Santiago Bernabeu al cospetto del Real Madrid. Fautore di tutto fu il presidente Armando Bogliardi che, in virtù delle parecchie conoscenze in ambito calcistico, per omaggiare i suoi organizzò una tournèe in terra spagnola la cui ultima delle tre tappe (10 giugno) avrebbe toccato il leggendario terreno dei blancos. Per il prestigiosissimo appuntamento, Bogliardi contattò Carlo Tagnin (ex centrocampista del Bari fermo da più di un anno per squalifica) affinché scendesse in campo con i liguri. Tagnin non ci pensò due volte e accettò di buon grado. La partita, con l’undici ligure di Sergio Curletto sceso in campo con: Piccoli, Giacobbe, Varglien, Hanset, Bellomo, Parodi, Sala, Tagnin, Magnon, Tamburini, Ieri, non ebbe, ovviamente, storia e i madrileni, che schierarono parecchie riserve (tra i titolari si videro solo: Francisco Gento, Isidro, Miera e Tejada), vinsero 8-0 aprendo la goleada con Antonio Gento.

Nell’estate del 1962, per Tagnin si spalancarono le porte dell’Inter grazie all’interessamento del direttore sportivo dei meneghini Italo Allodi che credeva molto nelle sue potenzialità nonostante non fosse più un giovincello. La sua carta d’identità era, infatti, prossima a recitare le 30 primavere. Due anni dopo, scalzando nel frattempo Zaglio, nell’indimenticabile finale viennese contro lo stesso Real Madrid (alla sua prima contro l’Inter che la sera del 7 dicembre 2021 la riaffronterà nella sfida numero 19… la numero 9 al di là dei Pirenei), Tagnin, annullando Alfredo di Stefano (per la “saeta rubia” sarebbe stata l’ultima apparizione con la casacca dei madrileni), avrebbe vinto la Coppa dei Campioni. Successo che ebbe nel mite figlio d’un calzolaio sbarcato lungo i navigli in punta di piedi il suo artefice silenzioso.