Il Saint-Etienne e quella Coppa dei Campioni infrantasi sugli spigoli

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Nel mondo del calcio ci sono storie che rasentano quasi l’incredibile come quel che successe nella finale della Coppa dei Campioni 1975-76 quando i francesi del Saint-Etienne, con al seguito migliaia e migliaia di sostenitori accorsi in terra di Scozia per trascinare i loro beniamini sul tetto d’Europa, furono costretti alla resa sol perché i pali delle porte dell’Hampden Park di Glasgow erano quadrati.

Gli episodi chiave della sfida franco-tedesca, che vide imporsi il Bayern Monaco con un calcio di punizione di Roth messo a segno nella ripresa, si consumarono nella prima frazione di gioco quando i palloni scaraventati verso la porta dei bavaresi da Bathenay e Santini vennero beffardamente respinti dagli spigoli dei pali che, essendo per l’appunto quadrati (una caratteristica dell’impianto scozzese che fu uno degli ultimi ad adeguarsi alle nuove normative che avrebbero previsto l’uso di pali rotondi), invece di addolcirne la traiettoria verso la rete ritornarono in campo salvando Maier dalla capitolazione.

Fu così che la coppa dalle grandi orecchie andò per il terzo anno consecutivo ai tedeschi di capitan Franz Beckenbauer mentre i transalpini guidati da Robert Herbin, graziati, comunque, dalla terna arbitrale in due occasioni, si dovettero accontentare dei pali che, una volta dismessi per essere esposti nel museo dell’Hampden Park, vennero da loro stessi acquistati ed esposti nel loro di museo per dare un tocco di romanticismo a quella nobile serata europea che, se non fosse stato per quegli spigoli, avrebbe regalato al club francese, primatista in fatto di titoli nazionali conquistati, il prestigiosissimo trofeo continentale.