Inter: 113 anni di storia e il ricordo di Virgilio Fossati

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La notte del 9 marzo del 1908 un gruppo di dissidenti del Milan fondò in un ristorante milanese una nuova società che prese il nome di Football Club Internazionale Milano. Da allora sono passati 113 anni e con il passare del tempo il club è diventato uno dei più vincenti in Europa, potendo vantare anche la presenza di numerosi storici campioni che hanno indossato la maglia nerazzurra.

Tra questi va ricordato Virgilio Fossati, il primo idolo dei tifosi interisti. Nato a Porta Ticinese nel 1889, Fossati veniva descritto come un giovane ragazzo esile, alto e facilmente riconoscibile per via di quei baffi scuri in netto contrasto con la carnagione chiara. Fu durante la sua prima infanzia che il gioco del calcio o “football”, come veniva chiamato dagli inglesi, iniziava ad appassionare i giovani italiani. Fossati, dopo aver creato una piccola squadra con i suoi amici, inizia a giocare qualche amichevole nel Milan. Le sue abilità e il suo talento non passano inosservati e Giovanni Paramithiotti, primo presidente nerazzurro, lo sceglie per giocare nell’Inter.

Nel giro di poco tempo Fossati prende il posto di Hernst Marktl e, oltre a ricoprire il suo stesso ruolo di difensore, ne eredita anche la fascia da capitano. In quegli anni la figura dell’allenatore non era ancora ben definita e una volta nominato capitano le decisioni tecniche e tattiche spettarono a lui. Il giornalista Emilio Colombo elogiava la sua ottima visione di gioco, la capacità di prevedere le dinamiche di una partita e dove sarebbe andato il pallone. Queste sue qualità lo spinsero a cambiare posizione divenendo, così, uno dei primi mediani più completi della storia del primo calcio italiano. Nel 1910 arriva il primo scudetto dell’Inter, vinto dopo uno spareggio contro i ragazzi della Pro Vercelli.

Virgilio Fossati segnò anche la storia della Nazionale italiana di calcio: fu infatti il primo giocatore dell’Inter a giocare per l’Italia e prese parte da titolare alla prima partita della nazionale contro la Francia. In quell’occasione Fossati venne schierato come centromediano e segnò il goal del momentaneo 2-0.

Qualche anno dopo il mondo fu scosso dall’inizio del primo conflitto mondiale e molti calciatori si trovarono catapultati dal campo di calcio al campo di battaglia. Tra questi ci fu anche Virgilio che dopo 97 presenze con la maglia nerazzurra venne chiamato al fronte dove morì a Monfalcone il 29 giugno 1916.

Sulla sua scomparsa scrisse Emilio Colombo: “Con la morte di Virgilio Fossati il foot¬ball italiano ha perso inesorabilmente uno dei suoi più puri campioni, oltre ché una delle sue figure più caratteristiche e popolari… Giuocatore d’una classe a sé, lascia un gran vuoto perché altri hanno voluto da tempo imitarlo nel sistema di giuoco senza poterlo raggiungere”.

Alla fine della guerra gli fu conferita la medaglia d’argento al valore: “Dopo aver svolto in tutte le fasi del combattimento attiva e audace opera si offriva spontaneamente per rintracciare possibili varchi nel reticolato nemico ed in tale ricerca cadeva colpito a morte incitando i soldati ad avere fiducia nell’esito vittorioso dell’azione”.

Nel 1928 l’Inter intitolò lo stadio in Via Goldoni a Fossati, simbolo e bandiera della società nerazzurra e della nazionale italiana.