Italia, 63 anni dopo si ripresenta quel che fu l’incubo Irlanda del Nord

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La nazionale italiana di calcio ha preso parte a quasi tutte le edizioni dei Campionati del Mondo saltando soltanto in tre occasioni il prestigioso appuntamento.

La prima volta avvenne nel 1930 ma in quel caso gli azzurri di Vittorio Pozzo, reduci dal trionfo nella Coppa Internazionale, declinarono l’invito per motivi logistici. Era la primissima edizione della rassegna mondiale e le squadre invitate (quell’anno non si accedette con le classiche qualificazioni) oltre alla nazionale del paese ospitante (l’Uruguay) furono: Argentina, Belgio, Brasile, Bolivia, Cile, Jugoslavia, Francia, Messico, Paraguay, Perù, Romania e Stati Uniti. Nazionale uruguagia che, poi, si sarebbe laureata campione del mondo.

Ventotto anni dopo (Svezia ’58) l’Italia fu, invece, estromessa dopo la clamorosa sconfitta contro l’Irlanda del Nord (nazionale i cui unici successi li ha ottenuti nel Torneo Interbritannico) nell’ultima gara del girone 8. Era un uggioso 15 gennaio del 1958 e nel fango del Windsor Park di Belfast (città che diede i natali al più forte calciatore nordirlandese di sempre… George Best) le reti di Mcllory e Cush, con Da Costa che accorciò le distanze nella ripresa e con Chiggia spedito anzitempo fuori dall’arbitro ungherese Zsolt, misero il sigillo su un clamoroso 2-1 che fece staccare il pass qualificazione agli irlandesi giunti primi con un punto di vantaggio sull’Italia e due sul Portogallo. A pagare dazio, in una partita nella quale la prestanza fisica degli avversari surclassò un’Italia mediocre seppur zeppa di oriundi, fu l’allenatore friulano Alfredo Foni (storico ex difensore della Juventus che avrebbe portato l’Inter per due volte sul tetto d’Italia) il quale, nonostante bastasse un pareggio a far fuori gli irlandesi, presentò in campo una squadra troppo sbilanciata in avanti. Un sacrilegio pensando alla sua fama di autentico catenacciaro.

La seconda mancata qualificazione è molto più recente (2018) quando, dopo il secondo posto nel girone G alle spalle della Spagna, negli spareggi contro la Svezia, dopo l’1-0 patito in terra svedese (rete al minuto 61 del centrocampista del Rennes Johansson), nel ritorno a Milano non riuscì ad andare oltre un amarissimo 0-0 e anche in quel caso a pagare dazio fu l’allenatore Gian Piero Ventura. Alle 20:45 di lunedì 15 novembre 2021 sarà ancora l’Irlanda del Nord l’ultimo ostacolo da superare per l’undici di Roberto Mancini. Si giocherà nuovamente al Windsor Park di Belfast (casa del Linfield dal lontanissimo 1905, anno nel quale venne inaugurato) ma, nonostante la nazionale irlandese sia ormai eliminata (è da Mexico ‘86 che non centra la qualificazione a un mondiale), batterli in casa loro e con un buon gruzzolo di reti (per evitare spiacevoli sorprese dalla Svizzera che la catapulterebbero di nuovo agli spareggi) non sarà cosa semplice anche perché, oltre al fatto che da quelle parti l’Italia non ha mai vinto (oltre al 2-1 del ’58 negli altri due precedenti ha collezionato due pareggi), in tutte le sfide di qualificazione giocate nella terra di san Patrizio l’undici di Ian Barachloug non ha ancora subito una rete ma questa Italia, oltre a essere prima in classifica e in vantaggio nella differenza reti nei confronti della Svizzera, è pur sempre campione d’Europa in carica e alla fin fine qualcosa vorrà pur dire.