Josef Bican, il Re dei marcatori della storia del calcio

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Josef Bican ai più dirà poco o nulla, anche perché da quando smise di fare ciò che meglio gli riusciva, gonfiare la rete degli esterrefatti portieri che non sapevano come opporsi alla sua innata capacità realizzativa (che lo portò a innalzarsi sul podio quale miglior marcatore della storia del calcio con un numero stimato di 805 reti), era il lontano 1955.

Nato nell’incantevole Vienna il 25 settembre 1913 trascorse un’infanzia poco agiata e quando inizia a prendere confidenza con quel pallone, che lo avrebbe via via innalzato agli onori delle cronache calcistiche mondiali, lo fece giocando scalzo. Dopo essersi formato nelle squadre giovanili della sua terra natia (Hertha Vienna, Schustek e Farbenlutz), non ancora diciottenne, firma un contratto di 150 scellini per il Rapid Vienna esordendo il 6 settembre 1931 nel derby contro l’Austria Vienna della stella Matthias Sindelar. Come finì? Vittoria del Rapid per 5-3 con Bican che firmò una quaterna. Due anni dopo, il 29 novembre 1933, arriva la prima convocazione nella nazionale austriaca con la quale, prendendo parte ai Campionati Mondiali del 1934, giunse nelle semifinali dove il Wunderteam di Hugo Meisl fu costretto alla resa dall’Italia di Vittorio Pozzo futura campione del mondo. Nazionale austriaca che sarebbe giunta quarta dopo il 3-2, patito nella finale per il 3o e 4o posto, al cospetto della Germania di Otto Nerz. Nel 1935, dopo aver realizzato decine e decine di reti con il Rapid vincendo un campionato, passa ai rivali dell’Admira Vienna per due stagioni nelle quali, continuando a infilare il cuoio oltre la linea bianca con una facilità disarmante, vince altri due campionati. Nel 1936, dopo il 2o posto nella terza edizione della Coppa Internazionale vinta dall’Italia di Vittorio Pozzo (assoluta dominatrice di quel periodo) chiuderà il suo rapporto con la nazionale austriaca con un bottino complessivo di 14 reti. Sfuggito al regime nazista, rifiutandosi di giocare con la nazionale tedesca, si trasferisce in Cecoslovacchia dove, concessagli nel frattempo la cittadinanza cecoslovacca, veste i colori dello Slavia Praga e della nazionale ceca. Impossibilitato a prendere parte ai Campionati Mondiali del 1938 l’esordio con la Cecoslovacchia avverrà il 7 agosto dello stesso anno a Solna dove la Svezia verrà battuta in amichevole con Bican autore di una tripletta. L’occupazione nazista, con l’annessione della Cecoslovacchia alla Germania, costringe Bican a vestire la casacca della neonata nazionale del Protettorato di Boemia e Moravia (un 4-4 contro la Germania, condito da una sua tripletta, ne farà l’unico calciatore ad aver segnato con tre nazionali diverse) ma è con i colori dello Slavia Praga che si consacra divenendo l’idolo dei tifosi e, durante gli undici anni di militanza con i sesivani, segnerà una miriade di reti vincendo, oltre alla classifica marcatori in ben dieci occasioni, 5 campionati, 3 Coppe di Cecoslovacchia e, nel 1938, 1 Coppa dell’Europa Centrale. Trofeo che lo Slavia metterà in bacheca, per la prima e unica volta nella sua storia, grazie alla sua vena realizzativa (a farne le spese furono anche l’Ambrosiana Inter di Armando Castellazzi reduce dal quarto tricolore e il Genova arresosi nelle semifinali), che lo isserà a capocannoniere del torneo con 10 reti. Ritornato a giocare per la nazionale cecoslovacca al termine del secondo conflitto armato (lo farà fino al 1949), conclusa la sua militanza nello Slavia fu in odore di trasferirsi alla Juventus ma firmerà, invece, per il Sokol Vitkovice Zelezarny giocandovi dal 1949 al 1951. Nel 1952 (scendendo di una categoria per la seconda volta) veste i colori dello Skoda Hradec Kralove, riuscendo a non perdere il vizio di segnare, per ritornare allo Slavia Praga (divenuto nel frattempo Dynamo Praga) dove chiuderà la carriera nel 1955 alla veneranda età di 42 anni.

Al termine della sue scorribande in campo, incentratesi principalmente nella Mitteleuropa, Bican, con quel maestoso 805 a contrassegnarlo, metterà in fila anche Pelé che, ventidue anni dopo, si fermerà a 767 reti. Nell’attesa che qualcuno faccia meglio (tra i calciatori in attività solo Ronaldo, che il 14 ottobre 2019 ha siglato la rete numero 700, e Messi, non molto distante dalle 700 marcature, potrebbero avere qualche chance di superare quel record che, da quando decise di appendere le scarpe al chiodo, sembra scolpito su pietra) Bican (scomparso a Praga il 12 dicembre 2001) continua a guardare tutti dall’alto.

Pelé, il cui infinito talento trascinò il Brasile sulla vetta del mondo per ben tre volte, è, e sarà sempre, “il Re del calcio” ma Bican, o più confidenzialmente “Pepi”, che una volta affermò… “se io avevo cinque occasioni, segnavo cinque gol, se ne avevo sette, ne segnavo sette…”è “il Re dei marcatori”.

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