Leopoldo Conti, un campione “strappato” per la cifra record di 100 lire

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Nato a Milano il 12 aprile 1901 Leopoldo Conti, eccezion fatta per una breve parentesi nel Padova, è stato attaccante dell’Inter dal 1919 al 1931 divenendone capitano dal 1922 quando successe a Ermanno Aebi.

Ancora giovanissimo Conti giocava con i milanesi dell’Ardita Ausonia (squadra di Porta Monforte) facendo intravedere lampi di classe non indifferenti. Il promettente ragazzo, che nel frattempo si era trasferito in prestito all’Enotria Goliardo per prendere parte a un torneo studentesco, non venne più restituito e la squadra di Crescenzago lo fece suo versando nelle casse dell’Enotria Ausonia 50 lire. Quel che, però, successe da lì a poco sembra essere frutto della fantasia ma, invece, fu tutto incredibilmente vero.

Al termine di una partita che lo vide impegnarsi più che bene con i colori dell’Enotria Ausonia, dopo il no ricevuto dall’Inter che avrebbe fatto l’imponderabile per accaparrarselo, venne prelevato e trasportato da un gruppo di tifosi della stessa Inter, con a capo il dirigente del settore giovanile e futuro giornalista Leone Boccali, direttamente nella sede della società meneghina. La cosa, oltre che destare ovviamente clamore, non fu affatto gradita da Alessandro Gaetani (presidente dell’Enotria Goliardo) ma la cifra che l’Inter versò per assicurarselo (100 lire) era talmente spropositata e allettante (all’epoca vigeva ancora il dilettantismo e cifre così alte non si erano ancora viste) che il trasferimento andò in porto.

La prima con l’Inter Conti la giocò il 19 ottobre 1919 contro il Brescia. Finì 1-1 con Comoglio che riprese i meneghini dopo il provvisorio vantaggio messo a segno da Asti. Al termine del campionato, che si concluse con il secondo successo dieci anni dopo il primo, le presenze di Conti furono 22 e le reti 7; la prima delle quali venne siglata la settimana seguente il suo esordio in terra bresciana quando l’Inter impose il 5-2 alla Cremonese. Dopo una fugace stagione al Padova e la prima convocazione nella nazionale italiana (vi giocherà fino al 1929), ritorna a vestire i colori neroazzurri fino al 1930-31 mettendo il sigillo nel 2-0 contro la Juventus che, nella stagione precedente, valse all’allora Ambrosiana il terzo tricolore.

Al termine della sua avventura in neroazzurro, che lo vedrà prendere parte anche alla Coppa dell’Europa Centrale, metterà insieme 222 presenze e 75 reti con Giuseppe Meazza che gli succederà nelle vesti di capitano. La sua carriera in campo (anche se ne fu allenatore/calciatore) proseguì per altri due anni con la Pro Patria per chiudersi nel 1933 all’età di 32 anni. Dopo il biennio con i bustocchi rimane nel mondo del calcio intraprendendo, fino al 1940, esclusivamente la carriera di allenatore tra: Lecco, Monza, Vigevano e Gallarate.

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