Palmese 1914, i rossoneri di Palma Campania

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All’approssimarsi del 1900 (periodo nel quale il bel paese stava conoscendo il football… sport per eccellenza giunto dalla terra degli Angli), a Palma Campania (comune dell’entroterra napoletano situato alle pendici del monte Sant’Angelo che oggi conta 17.000 abitanti circa) il gioco del calcio era praticato solo a livello amatoriale, da piccole realtà di quartiere, e si dovettero attendere una quindicina d’anni (1914) affinchè nascesse una squadra a tutti gli effetti. Alla neonata compagine (i cui colori sociali erano il rossonero e il simbolo il Castello di Palma Campania) le fu dato il nome di Associazione Sportiva Calcio Palmese.

La squadra iniziò giocando solo gare amichevoli per parecchi anni ma, nella stagione 1928-29, mutando nel frattempo il nome in Unione Sportiva Palmese, prese parte al Campionato di Terza Divisione campana classificandosi 5a. Dopo il 4o posto dell’anno seguente, nel 1930-31 non partecipò a nessun campionato e, fermatasi per qualche anno, riprese l’attività sul finire degli anni ’30 mettendo insieme due campionati di Prima Divisione campana. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale la costrinse a fermarsi nuovamente (questa volta per un lungo periodo) e si dovette attendere la fine degli anni ’50 affinchè la squadra venisse iscritta a un nuovo campionato. Dopo aver preso parte per diversi anni a tornei regionali, sfiorando la promozione in Serie D nel 1959-60 (quando, dopo essersi classificata 1a nel campionato di Prima Categoria campana, venne sconfitta nelle semifinali regionali dall’Ischia) e nel 1961-62 (quando, dopo essersi classificata nuovamente 1a nel campionato di Prima Categoria campana, arrivò 2a nelle finali regionali alle spalle della Nocerina che spiccò il salto di categoria), giunti nel 1969-70 colse, finalmente, il primo vero acuto quando, classificandosi 1a nel campionato di Promozione campana (pur perdendo la finale del Campionato campano contro la Puteolana), fu promossa in Serie D per la prima volta nella sua storia. Nel massimo torneo dilettantistico (nella foto, tratta da cuorerossonero.it, una formazione risalente al campionato 1975-76) vi rimase otto anni consecutivi finché, dopo il secondo posto alle spalle del Chieti ottenuto nel 1976-77, l’anno seguente spiccò il salto in Serie C2. Promozione che, nonostante la quarta piazza (alle spalle di Formia, Casertana e Rende) le fu garantita per la nascita del nuovo Campionato di Serie C2 che avrebbe preso il via l’anno venturo. Nel nuovo torneo, nella cui gara d’esordio venne sconfitta in t erra campana dal Trapani (gara giocatasi sul campo neutro di Sarno) centrando alla fine l’8o posto, vi rimase cinque anni consecutivi finché, nel 1982-83, penalizzata dal minor numero di punti conseguiti negli scontri diretti contro Latina e Alcamo, retrocesse nel campionato di Interregionale assieme a Gioiese e Casoria. Per rivederla in Serie C2 si dovette attendere l’inizio del nuovo millennio quando, oltre a venire promossa, si sarebbe aggiudicata lo Scudetto Dilettanti grazie al 2-1 contro il Valenzana colto dall’undici di Mario Pietropinto il cui asso nella manica era il “bomber ferroviere” classe ’67 Gennaro Astarita che, nel corso della stagione, mise a segno 26 reti. In Serie C2 vi rimase altri tre anni (conditi da due ottavi posti) venendo retrocessa, al termine della stagione 2003-04, per inadempienze economiche. L’anno prima la squadra era stata rilevata dall’imprenditore cinese Tal Zhicai Song il quale, dopo aver promesso investimenti faraonici, uno stadio da 10.000 posti e la Serie B, a fine stagione ne decretò, invece, il triste fallimento. Da allora, rimanendo inattiva nella stagione 2004-05, iniziò un periodo di declino e la Palmese (i cui gloriosi trascorsi raccontano di… 14 campionati dilettantistici nazionali e 8 campionati di Serie C2) rimase sempre confinata in tornei a carattere regionale. Oggi (2019-20) partecipa al campionato di Eccellenza campana.