Pripyat, lo Stroitel Pripyat e l’Avanhard… lo stadio fantasma

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Nella primavera del 1986 a Pripyat, città dell’Ucraina settentrionale (in quel periodo Repubblica Socialista Sovietica Ucraina) costruita nel 1970 per ospitare lavoratori e costruttori impiegati nella vicina centrale nucleare di Chernobyl, doveva essere inaugurato lo stadio Avanhard.

L’impianto, uno tra i tanti fiori all’occhiello della sempre più espansa e popolosa Pripyat divenuta nel volgere di pochi anni un autentico gioiello dell’architettura sovietica, fu costruito per dar seguito ai successi ottenuti dallo Stroitel Pripyat, compagine nata negli anni ’70 e scomparsa una ventina d’anni dopo, costituita per lo più da calciatori provenienti dal villaggio di Chistohlivka, che, fattasi valere nei tornei dilettantistici regionali raggiungendo la finale nella Coppa della regione di Kiev, grazie alla sapiente guida di Anatolij Shepel, nel 1985, abbandonato nel frattempo il dilettantismo, andò vicinissima alla promozione nella Vtoraya Liga, una sorta di Serie B dell’ex Unione Sovietica.

Nella partita, che avrebbe spalancato le porte all’inaugurazione del nuovo stadio e del vicino luna park con annessa ruota panoramica, lo Stroitel Pripyat doveva affrontare nella semifinale della Coppa della regione di Kiev il Mashynobudivnyk Borodyanka ma la sfida non fu mai disputata perché nella notte del 26 aprile 1986, l’esplosione del tristemente famoso reattore nucleare numero 4 della centrale di Chernobyl, che si trovava a circa 3 Km. da Pripyat, costrinse, nelle 36 ore successive, all’evacuazione di tutti gli abitanti della città. A rimanerci furono i cosiddetti “liquidatori” che, a costo della vita, cercarono di ridurre, per quanto possibile, gli effetti devastanti delle contaminazioni radioattive. Tra di loro vi erano, anche, alcuni calciatori dello Stroitel Pripyat che, invece, di proseguire nel loro percorso calcistico, preferirono sacrificarsi aiutando la loro comunità consapevoli dei rischi ai quali sarebbero andati incontro.

Fu, così, che la breve e tormentata storia dello Stroitel Pripyat, scomparso nel 1988 dopo essere stato rifondato come Stroitel Slavutych nella vicina Slavutych (città sorta nei pressi di Pripyat in una zona considerata non a rischio di contaminazione nucleare) e del suo avveniristico impianto che poteva aprirle le porte verso nuovi traguardi, si chiuse per sempre.

Oggi, a distanza di 34 anni da quel tragico incidente nucleare che costò la vita a decine e decine di persone (migliaia secondo alcune stime), Pripyat è una città fantasma, solo le zone di campagna sono popolate da poche centinaia di persone, dello stadio rimangono le rovine e della squadra il tristissimo ricordo di quel che poteva essere ma, purtroppo, non è stato.