Quando il Campobasso batté la Juventus

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Il 13 febbraio 1985 a Campobasso faceva molto freddo, una consuetudine nell’aspra terra molisana durante i mesi invernali, ma il miracolo sportivo che si sarebbe scritto quel giorno grazie alla compagine dell’indimenticato presidente Antonio Molinari scaldò un’intera cittadina che si specchiava nei colori rossoblù.

A rendere quella data storica fu l’incredibile successo ottenuto contro la Juventus campione d’Italia costretta ad ammainare bandiera bianca contro un Campobasso che, nella gara d’andata degli ottavi di finale di Coppa Italia, vinse 1-0.

A decidere la sfida in favore dei padroni di casa, che in quello stesso giorno tennero a battesimo il nuovo impianto sportivo cittadino (il Nuovo Romagnoli) stracolmo in ogni ordine di posti, fu un’autorete di Pioli, su conclusione a rete di Ugolotti, e per l’undici di Giovanni Trapattoni, che si presentò in attacco con la coppia Platini e Boniek sostituiti a inizio ripresa da Limido e Rossi, fu notte fonda. La gara di ritorno al Comunale di Torino, come da copione, vide imporsi la Juventus anche se il 4-1 che decretò il passaggio ai quarti di finale dei bianconeri li costrinse a ribaltare l’iniziale vantaggio dei molisani con Perrone.

Oggi il Campobasso milita nel campionato di Serie D, e l’impianto nel quale gioca è sempre il Nuovo Romagnoli, anzi il tempio del calcio campobassano e molisano, così, infatti, venne ribattezzato dopo quella memorabile impresa, ma nessuno dimenticherà mai il suo periodo d’oro che, in quegli indimenticabili anni ’80, culminati nella storica promozione in Serie B nel giugno del 1982, lo vide prendere parte per cinque stagioni consecutive al campionato cadetto raggiungendo il miglior risultato nel 1983-84 quando, guidato dall’ex difensore del Milan Antonio Pasinato, che due anni prima fu tra gli artefici del salto in Serie B, subentrando a stagione in corso a Vincenzo Montefusco, cullò addirittura il sogno chiamato Serie A.

Per il Campobasso la memorabile impresa contro la Juventus non fu, comunque, l’unica durante quegli anni; le vittorie contro i vice campioni d’Italia della Fiorentina (rete di D’Ottavio) e contro la Lazio (rete di Biagetti), nonché i pareggi contro il Milan, fermato sul nulla di fatto al Giuseppe Meazza dall’eroe del giorno, il numero uno argentino Walter Ciappi, e contro i futuri campioni d’Italia dell’Hellas Verona guidati da Osvaldo Bagnoli, bloccati sullo 0-0, danno testimonianza di quanto sia stato grande in quel periodo il club molisano sorto a ridosso degli anni che posero fine alla Grande guerra.