Quando il Venezia sfiorò il tricolore

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Il Venezia, appena ritornato in Serie A dopo 19 anni di assenza, nella stagione che avrebbe consegnato il primo Scudetto alla Roma (1941-42) si classificò al terzo posto a sole quattro lunghezze di distacco dai capitolini e a una dal Torino.

A guidare la compagine veneta, con in squadra calciatori del calibro di Valentino Mazzola ed Ezio Loik, trasferitisi a fine stagione al Torino, vi era l’argentino Giovanni Battista Rebuffo che, l’anno prima, li aveva portati a trionfare in Coppa Italia prevalendo sulla Roma. E fu la stessa Roma, quasi per uno scherzo del destino, ad aggiudicarsi la partita che avrebbe potuto cambiare la sorte dei veneziani in quel lontano campionato giocatosi durante la guerra. La partita del rimpianto andò in scena il 26 aprile del 1942 allo stadio Pierluigi Penzo in una grigia domenica pomeriggio e a decidere l’atteso confronto, che richiamò sugli spalti un pubblico di circa 10.000 spettatori, fu un sinistro di Amadei calciato a due passi dal numero uno cesenate Fioravanti. Giallorossi che, però, dovettero ringraziare il loro storico numero uno Masetti che, nel corso della prima frazione di gioco, neutralizzò un calcio di rigore ad Alberti opponendosi da campione alle conclusioni a rete di Arienti e Mazzola. Masetti che, come dichiarato dall’allenatore della nazionale italiana, Vittorio Pozzo, presente alla partita, fu senza alcun dubbio il migliore in campo. In virtù della preziosissima vittoria la Roma di Alfréd Schaffer allungò il passo sui veneziani, che rimasero ancorati al terzo posto, mantenendosi in scia del Torino capolista che aveva avuto la meglio sulla Juventus. Nelle rimanenti sette giornate i giallorossi acciuffarono i granata per poi sorpassarli aggiudicandosi, così, il primo tricolore della loro storia. Il Venezia si dovette, invece, accontentare del terzo posto che, pur con tanto rammarico per quello che poteva essere ma non è stato, rappresenta, comunque, il suo miglior piazzamento di sempre nella massima serie.