Quando la Novese salì sul tetto d’Italia

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Esattamente 100 anni orsono, il 28 maggio 1922, a Novi Ligure una piccola squadra di provincia, sorta da appena tre anni e che partecipava al Campionato di Prima Categoria, scrisse una pagina indimenticabile.

La squadra in questione fu la Novese del presidente Mario Ferretti e la pagina che scrisse quel giorno gli valse uno storico titolo di campione d’Italia. Per arrivare così in alto, in una stagione nella quale lo scisma in atto nel calcio italiano portò a laurearsi campioni d’Italia due squadre… la Novese (iscritta al campionato della F.I.G.C.) e la Pro Vercelli (iscritta al campionato della C.C.I.), superò la Sezione Piemontese, il girone finale A delle semifinali nazionali e la Sampierdarenese nello spareggio della finale nazionale andato in scena presso il campo di Via Persico di Cremona. Spareggio resosi necessario visti i due nulla di fatto nelle sfide di andata e di ritorno giocatesi a Sampierdarena e a Novi Ligure il 7 e il 14 maggio. A siglare la rete che arrise agli alessandrini, nelle cui fila militavano il portierone triestino Silvio Stritzel, i fratelli Aldo e Aristodemo Santamaria, il palermitano Gaetano Grippi e quattro dei cinque famosi fratelli Cevenini, fu il novese doc Carletto Gambarotta (l’ultimo di quegli impareggiabili eroi che lasciò questo mondo nel 1996 all’età di 93 anni) che mise a segno la marcatura del definitivo 2-1 (a portarsi per primi in vantaggio furono i liguri con Mura al quale replicò Neri) negli ultimi e incandescenti minuti del secondo tempo supplementare.

L’avventura della Novese nella massima serie sarebbe durata fino alla stagione 1923-24 quando, giungendo ultima nel campionato di Prima Divisione vinto dal Genoa dopo aver avuto la meglio nella doppia finale sul Savoia, salutò un triennio irripetibile.