Renato Copparoni… il portiere che scrisse la storia

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Domenica 2 marzo 1986. Allo stadio San Paolo di Napoli si gioca la sfida tra il Napoli e il Torino e il portiere dei granata Renato Copparoni, che nel corso di quel campionato mise insieme 21 presenze per l’infortunio occorso al titolare Silvano Martina, scrisse la storia quando si oppose a un calcio di rigore battuto da Diego Armando Maradona.

Per l’argentino si trattò del primo errore dal dischetto da quando giunse in Italia; un errore che, pur non precludendo la vittoria degli azzurri, fece entrare nella storia il portiere granata, nativo di San Gavino Monreale, formatosi nel vivaio del Cagliari, il cui esordio nella massima serie avvenne il 13 maggio 1973 (Cagliari – Torino 1-0). Passato al Torino nel 1978 vi rimase nove anni come secondo, prima di Giuliano Terraneo, poi di Silvano Martina e nell’ultima stagione di Fabrizio Lorieri, e, nel 1987, si trasferì a Verona per fare nuovamente il secondo a Giuliano Giuliani attaccando i guanti al chiodo nel 1988 all’età di 35 anni. In tutta la carriera, ritagliandosi per lo più il ruolo di vice, le presenze messe insieme tra campionato, coppa nazionale e coppe europee furono appena 105 ma furono sufficienti a farlo entrare nella storia per quel calcio di rigore sventato al “pibe de oro” mettendo in atto uno stratagemma. Tuffandosi, infatti, un millesimo di secondo dopo che l’argentino calciasse, riuscì a individuare la traiettoria del pallone deviandolo in calcio d’angolo. Nel dopo gara la soddisfazione per Copparoni, o per meglio dire il dottor Copparoni visto che, negli anni trascorsi al Torino, riuscì a laurearsi in Scienze Politiche coronando, così, il sogno del padre, fu ancora più grande quando l’asso argentino ne esaltò quel gesto affermando di non aver sbagliato a calciare ma che era stato bravo Copparoni a intuirne la traiettoria.