Shevchenko e Meazza… marcatori principi del derby meneghino

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In oltre un secolo di sfide, che hanno visto contrapporsi Inter e Milan, sono state 610 (309 quelle dei neroazzurri e 301 quelle dei rossoneri) le segnature nei 225 derby meneghini andati in scena fino alla stagione 2019-20. Coloro i quali hanno avuto il merito di scrivere il loro nome sul tabellino dei marcatori sono stati, ovviamente, tantissimi (i milanisti Trerè, Lana e Laich e gli interisti Gama e Schuler furono i primi della lunghissima serie…) ma due, Andriy Shevchenko, con 14 reti, e Giuseppe Meazza, con 13 reti (una delle quali con la casacca del Milan), sono stati i più prolifici delle due sponde. Sul terzo gradino del podio, con 11 reti a testa, vi sono lo svedese Gunnar Nordhal e l’ungherese Istvan Nyers, seguiti, con 10 centri, da Enrico Candiani.

Il primo sigillo di Shevchenko, talentuoso attaccante ucraino scoperto da Valerij Lobanovskij, giunse il 23 ottobre 1999. Si giocava la 7a giornata del campionato di Serie A 1999-00 e furono i rossoneri di Alberto Zaccheroni a vincere quel derby grazie alle reti di Shevchenko, che dopo aver colto una clamorosa traversa trafisse Peruzzi con un tiro fortuito, e di Weah che ribaltarono il provvisorio vantaggio dell’Inter firmato da Ronaldo su calcio di rigore. Per Shevchenko quella stagione fu la più prolifica. Furono, infatti, ben 5 (tre delle quali in Coppa Italia anche se non bastarono a far passare il turno al Milan) le reti messe a segno contro i cugini.

Era, invece, il 29 aprile 1928 quando Meazza, che ebbe in Fulvio Bernardini colui che lo lanciò, siglò la prima marcatura contro il Milan. Si era giunti nel girone finale del campionato di Divisione Nazionale e l’Inter di Arpad Weisz, dopo aver superato il girone B, assieme a Juventus, Bologna e Casale, ebbe la meglio sui rossoneri battendoli 1-2. La rete di Meazza arrivò a circa una decina di minuti dall’avvio ma, trascorsi due giri di lancette appena, l’implacabile Santagostino ristabilì la parità che durò fino al minuto 66 quando Rivolta siglò il definitivo vantaggio. Tutte le volte nelle quali Meazza ha messo il suo personale sigillo nel derby è successo, però, un qualcosa di unico perché non è mai uscito sconfitto dal terreno di gioco mettendo insieme, le dieci volte nelle quali ha violato la porta, otto vittorie e due pareggi. Questo incredibile primato stava, però, per cadere il 9 febbraio 1941. Quel derby, andato in scena in un’Arena Civica completamente innevata, finì 2-2 e fu “peppin”, trasferitosi da pochi mesi sulla sponda rossonera (era rimasto fermo oltre un anno per un serio problema al piede sinistro noto come piede gelato), a riacciuffare la sua ex squadra, andata al riposo sul doppio vantaggio, a pochi minuti dal triplice fischio finale dell’arbitro torinese Giacomo Bertolio che mandò, così, in archivio il 42o derby meneghino della storia… un derby che per il trentunenne Meazza, seppur fortemente minato dai postumi del problema patito, valse molto di più di quel 2-2 sancito dal campo.