2 giugno 1940, l’Ambrosiana Inter batte il Bologna e festeggia il tricolore

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Costretta a fare a meno di Giuseppe Meazza (bloccato da un embolo al piede sinistro che ne comprometterà la stagione) l’annata calcistica 1939-40 per l’Ambrosiana Inter del confermato Tony Cargnelli (la stagione precedente portò i meneghini alla conquista della Coppa Italia) non nasce sotto i migliori auspici. La partenza in campionato è, però, di quelle da incorniciare. Secco 4-0 alla Juventus all’Arena Civica, grazie alle doppiette di Frossi e Guarnieri, ma, giunti alla 7a giornata, nonostante le nette affermazioni contro Napoli, Liguria e Roma, con il vice Meazza (il giovanissimo Guarnieri), a metterci lo zampino, gli scivoloni lontano da Milano contro Venezia, Bari (fragorosa la caduta allo stadio della Vittoria) e Triestina ne rallentano la corsa anche se il distacco dalla coppia al comando (Lazio e Venezia) segna un ritardo di appena due lunghezze.

Fino al termine del girone d’andata l’andamento si mantiene tutto sommato su buoni livelli (l’unica sconfitta sarà il pesante 0-3 patito contro i rossoneri nel derby, sconfitta che sarà replicata una settimana dopo nei sedicesimi di finale di Coppa Italia col Torino che passerà il turno) e il distacco dalla capolista Bologna (che l’ultima giornata del girone d’andata non andrà oltre lo 0-0 casalingo contro gli stessi meneghini) segna un recuperabilissimo -1. La prima del girone di ritorno arriva il quinto inciampo a Torino per mano della Juventus (1-0 con rete di Gabetto) ma grazie a un filotto di vittorie consecutive (8, equamente divise tra casa e fuori casa) l’undici di Tony Cargnelli riesce via via a staccare il Bologna e il terzo incomodo (il Genova). A due giornate dalla fine, con il Genova ormai fuori gioco, il vantaggio sui felsinei sale a tre lunghezze ma la sconfitta col Novara (1-0 con rete di Calzolai) e il contemporaneo successo dei bolognesi (2-0 al Liguria con doppietta di Reguzzoni) rimettono il titolo in discussione fino all’ultimissima giornata quando a San Siro è in programma la sfida Scudetto proprio contro il Bologna. Sfida (segnata dall’incasso record di 471.000 lire) che arridendo ai meneghini, grazie alla rete di Ferraris dopo soli nove giri di lancette (abile nel trasformare in oro un traversone di Frossi), le regalerà lo Scudetto numero 5.