23 agosto 1989, la prima dell’Inter reduce dallo Scudetto dei record

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Zenga, Bergomi, Brehme, Baresi, Ferri, Mandorlini, Bianchi, Berti, Klinsmann, Matthaeus, Serena. Recitava così l’undici mandato in campo allo stadio Brianteo di Monza (il Giuseppe Meazza era indisponibile per i lavori dei mondiali di Italia ‘90) da Giovanni Trapattoni il 23 agosto 1989 nella prima uscita ufficiale dell’Inter campione d’Italia. A tenere a battesimo la squadra, che qualche mese prima aveva frantumato tutti i record in un campionato grandi firme, fu lo Spezia di Sergio Carpanesi nella partita valevole per il primo turno della Coppa Italia 1989-90. La compagine ligure, nonostante giocasse in Serie C1, non sfigurò affatto e dopo un prodigioso intervento di Zenga su Ceccaroni (occasione migliore per il ben organizzato undici spezzino) si arrese solo al minuto 83 quando, capitalizzando un perfetto cross di Brehme, Klinsmann (alla sua prima partita con i bauscia, a Milano arrivò per sostituire Diaz) con un destro prepotente infilò in rete il pallone dell’1-0 che valse la qualificazione. Il cammino dell’Inter in Coppa Italia si interruppe però ben presto e, dopo aver battuto il Cosenza al San Vito con non pochi patemi (0-2 d.t.s. con reti di Morello e Klinsmann), a fermarne la corsa nel girone A (con Roma, Ascoli e Inter) furono i capitolini anche se a premiarli gli venne incontro il sorteggio.

Al termine della stagione fu, comunque, parecchia la delusione in casa Inter (lo Scudetto andò al Napoli e in Coppa dei Campioni a farla fuori ai sedicesimi di finale fu il Malmoe di Roy Hodgson, 1-0 in Svezia e 1-1 al Giuseppe Meazza con Engqvist a rispondere a Serena) e l’unica gioia che riuscì a portare a casa una squadra che fino a pochi mesi prima non sembrava avere rivali fu la conquista della Supercoppa italiana (la prima di sempre) in un gelidissimo fine novembre milanese del 1989 dove, una rete per tempo di Cucchi e Serena, sancirono il 2-0 contro la Sampdoria.