Edwing Firmani… l’attaccante “sudafricano” che piegò il Milan

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Nella stagione 1958-59 a Milano (sponda Inter) sbarcò Edwing Firmani; attaccante nato a Città del Capo il 7 agosto 1933 che, dopo le esperienze con il Charlton e con la Sampdoria impreziosite da tre uscite con la maglia della nazionale italiana (era, infatti, oriundo), avrebbe sposato la causa neroazzura fino al 1961 (l’Inter per farlo suo versò nella casse dei blucerchiati 155 milioni di lire più il cartellino di Guido Vincenzi) mettendo insieme 103 presenze e 69 reti, 33 delle quali al suo esordio formando con Angelillo una formidabile coppia gol che diede saggio di quanto lo fosse già alla primissima uscita contro l’Ozo Mantova in Coppa Italia battuto al Danilo Martelli con un roboante 0-7 per merito di una doppietta di Angelillo e di una cinquina di Firmani chiusa con un magnifico colpo di testa su servizio di Skoglund.

Nonostante la notevole prolificità sotto rete l’Inter, che a partire dalla 23a giornata, in sostituzione di Giuseppe Bigogno, affiderà le chiavi della panchina al danese Frank Pedersen coadiuvato da Aldo Campedelli, non riuscirà a vincere nulla (in Coppa Italia verrà sconfitta in finale dalla Juventus mentre in Coppa delle Fiere sarà eliminata dal Barcellona) lasciando in campionato campo libero al Milan che avrebbe fatto suo lo Scudetto numero 7 staccando di tre lunghezze la Fiorentina. Milan che, però, nelle due sfide contro l’Inter non ebbe vita facile racimolando un pareggio (1-1 nella gara d’andata con Angellilo che rispose ad Altafini) e una sconfitta nella gara di ritorno del 22 marzo 1959 la cui rete del successo, in un derby che vide presentarsi i rossoneri con i favori del pronostico (i casciavit erano primi in classifica a pari merito con la Fiorentina) fu realizzata da Firmani il cui perfetto sinistro, su assist di Bolchi, superò inesorabilmente Buffon. L’attaccante sudafricano che riuscì a dare all’Inter il primato cittadino in una stagione senza squilli terminati i tre anni lungo i navigli sarebbe tornato in Liguria ma al Genoa giocandoci due stagioni. A seguire, prima in campo e poi in panca, si dividerà tra Inghilterra, Stati Uniti e Canada.