Reggina-Cremonese, la match analysis dell’incontro

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Si rivela amara, per la seconda volta consecutiva, la scampagnata al Granillo dei ragazzi di Aglietti che vanno purtroppo a perdere contro un’ottima Cremonese che a Reggio Calabria non aveva mai vinto e che va ad agganciare proprio gli Amaranto in classifica a quota 22 e superandoli per una maggiore differenza reti issandosi al quinto posto.

La forza della Cremonese la conoscevamo tutti, è una forte candidata ad arrivare ai playoff grazie ad un mix di giovani e veterani molto interessante: in porta il predestinato Carnesecchi, di proprietà dell’Atalanta, di cui si parla benissimo da un paio di anni e che sta giocando un’ottima stagione, la coppia di difesa formata da Matteo Bianchetti, giocatore molto adatto ed esperto della categoria, e Caleb Okoli, altro giovane (ventenne) di scuola Atalanta, a centrocampo Nicolò Fagioli di cui anche Allegri parla bene e che sta disputando grandi partite e in attacco Zanimacchia (giovane scuola Juve), Di Carmine (8 gol in Serie A), e Buonaiuto che dovrebbe essere arrivato alla consacrazione in B.

Insomma i presupposti per fare male alla Reggina c’erano tutti e si trattava di una sfida molto importante anche per misurare le ambizioni di classifica: vincere in maniera convincente avrebbe dato una grossa consapevolezza delle proprie forze alla squadra di Aglietti.

Per farlo, l’allenatore ex-Chievo si è affidato ad una coppia d’attacco tutto peso formata da Galabinov e Montalto, Laribi esterno alto a destra e Liotti terzino al posto dello squalificato di Chiara, per il resto la formazione è composta dai soliti noti.

La partita fin da subito non offre giocate strepitose anzi, come prevedibile la Reggina rinuncia a giocare palla a terra insistentemente facendo molti lanci lunghi per Galabinov e Montalto saltando direttamente le linee di pressione, d’altronde Aglietti non li ha schierati insieme per caso.

Oltretutto Liotti aggiunge sicuramente progressione e corsa ma non garantisce il lavoro di regista aggiunto che invece di Chiara era solito interpretare.

Al contrario abbiamo visto gli Amaranto molto propositivi ed aggressivi in fase di non possesso andando ad aggredire per tutta la durata del primo tempo la Cremonese sin dalla loro area, il che li ha costretti a lanciare molte volte per Di Carmine, preda facile per Cionek e Stavropoulos che fanno loro come al solito tutte le palle alte.

Come si può vdere qui sotto è soprattutto Liotti quello molto aggressivo, che concede la ricezione all’esterno avversario ma è subito pronto a chiudergli ogni linea di passaggio, la Reggina ha portato spesso anche ben 7 uomini nell’ultimo terzo di campo avversario riuscendo a conquistare numerosi palloni anche in posizioni avanzate del campo. (FOTO 1 E FOTO 2)

FOTO 1
FOTO 2

Ciò succedeva anche grazie alla marcatura a uomo disposta su Fagioli da parte di Crisetig ed Hetemaj, tutti e due avevano il compito di aggredirlo a seconda di dove si faceva trovare in campo dato che, per liberarsi della suddetta marcatura a uomo ha sempre cercato di svariare in tutta la propria trequarti per cercare di ricevere palla comodamente rivelandosi anche molto intelligente tra l’altro: quando la Cremonese riusciva a saltare la linea di pressing reggina ed avanzava palla al piede spesso si faceva trovare dietro la linea del centrocampo avversario. (FOTO 3)

FOTO 3

Un’altra situazione Fagioli ci ha fatto male è stata la fase di pressing.

Si sa, Crisetig è il fulcro della nostra manovra e quando la Reggina decideva di voler giocare palla a terra il talento Juventino era sempre pronto ad aggredire il nostro regista, in questa azione in particolare ha rubato palla (leggerezza di Crisetig) e ha costruito un’ottima chance per la Cremonese. (FOTO 4)

FOTO 4

Tuttavia, la squadra più pericolosa nel primo tempo è stata comunque la Reggina che ha rischiato pochissimo in fase difensiva e ha preso una traversa sugli sviluppi di un calcio di punizione, oltre a segnare il gol di vantaggio.

Da dove nasce il gol di Montalto? La Cremonese ha sofferto per tutta la partita le posizioni di Bellomo e Laribi.

I due esterni infatti andavano a prendersi palla in zone centrali del campo favorendo l’ampiezza e le sovrapposizioni di Loiaono e Liotti.

Il primo però, come sappiamo, non è di certo un terzino di spinta e spesso era poco propositivo a differenza del collega a sinistra.

Nella foto qui riportata, manca proprio la sua sovrapposizione: Laribi è bravo a portarsi dietro il terzino lasciando la fascia libera ma Loiacono non ne approfitta subito, attaccherà solo dopo una sponda di Laribi facendo perdere un tempo di gioco fondamentale ai compagni e facendo sistemare la difesa avversaria non riuscendo a portare superiorità numerica, fortunatamente la Reggina riuscirà comunque a segnare da questa azione.

Nella seconda di queste foto vediamo invece come Liotti sia già in posizione di attacco alle spalle di Bellomo che spesso ha ricevuto palla senza troppi patemi, con la Cremonese che non riusciva a leggerne la posizione. (FOTO 5 E FOTO 6)

FOTO 5
FOTO 6

Quest’ultima purtroppo rientra in campo il secondo tempo molto arrembante anche grazie ai cambi del suo allenatore.

Pecchia fa entrare infatti Ciofani che darà più profondità rispetto a Di Carmine e soprattutto Valeri, un terzino di spinta che ha creato numerosi grattacapi alla difesa Reggina riuscendo spesso a creare superiorità numerica a sinistra e favorendo gli inserimenti di Buonaiuto lasciando Loiacono in costanti situazioni di 2 contro 1. (FOTO 7)

FOTO 7

La Cremonese in poco tempo la ribalta guadagnandosi un rigore (sbagliato), segnando due gol e colpendo anche una traversa.

A quel punto Aglietti è costretto a fare cambi offensivi che però non sortiscono alcun effetto: Menez e Rivas infatti si rivelano molto confusionari e più che aiutare la fase offensiva la rendono molto sterile.

L’unico ingresso degno di nota è stato quello di Cortinovis  che come sempre si è rivelato molto propositivo e spesso si è preso sulle spalle il peso dell’attacco reggino. (FOTO 8)

FOTO 8

Nel mentre però la Cremonese passa ad un solido 5-3-2 per difendere il risultato e partire in contropiede che la Reggina non riuscirà mai a scalfire.

Dopo questa partita, la sensazione è che la squadra ospite abbia meritato la vittoria, nel secondo tempo ha schiacciato la Reggina e ha creato almeno 4 palle gol nitide facendo valere l’enorme qualità del suo organico, Aglietti però ci ha messo del suo schierando due punte di peso che sicuramente rendono la manovra molto meno fluida e molto più prevedibile, oltretutto togliendosi l’opportunità di schierarne una a gara in corso per dare più profondità alla squadra.

Dopo i cambi infatti i padroni di casa si sono schiacciati molto e senza un vero riferimento offensivo ne hanno risentito: se vuoi mettere solo giocatori di qualità (Rivas, Cortinovis, Menez) sono dell’idea che devi avere dietro una squadra composta da palleggiatori altrimenti la palla difficilmente arriverà in attacco in maniera pulita dato che sicuramente non puoi fare lanci lunghi per loro, non essendo il gioco aereo il loro punto di forza.

Nelle foto sottostanti si può notare come la Reggina cambi atteggiamento dopo le sostituzioni, perdendo totalmente profondità e dimostrandosi una squadra molto arroccata e schiacciata dagli avversari: nella prima foto vediamo le posizioni medie dei giocatori prima delle sostituzioni, nella seconda quelle dopo i cambi effettuati da Aglietti. (FOTO 9 E 10)

Perdere contro una squadra come la Cremonese non è la fine del mondo, farlo in casa (seconda sconfitta di fila tra l’altro) e senza creare granché può dare un segnale d’allarme da spegnere subito.

La prossima partita si gioca in trasferta a Benevento che sta faticando, qui 3 punti sarebbero importanti perché altrimenti si rischia di portare negatività all’ambiente e sicuramente non aiuta in vista delle prossime partite: Ascoli, Lecce, (Alessandria), Como e Brescia, quattro squadre molto toste che potrebbero affossarci.